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venerdì 15 settembre 2017
lunedì 10 aprile 2017
giovedì 9 settembre 2010
Gola del Furlo e Gubbio

Allora.. dopo i fattacci di Misano di domenica scorsa torniamo a parlare di viaggi in moto che è meglio..
Gubbio (provincia di Perugia, Umbria) è stata la mia meta nel 2004 ma prima di arrivare a destinazione ho percorso la famigerata Gola del Furlo, situata lungo il tracciato originario della via Flaminia, nel tratto in cui questa costeggia il fiume Candigliano affluente del Metauro nella provincia di Pesaro-Urbino (Marche), percorrendo sia la noiosa ma pratica galleria sia, ovviamente, la via del passo, divertente, poco trafficata e ricca di panorami naturali montuosi, fiumi e arcate di roccia a filo strada..merita sicuramente una sosta.
La città di Don Matteo, allo stesso modo, si presenta con un vasto numero di luoghi d'interesse monumentale quali il Palazzo dei Consoli, la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo, le chiese di San Francesco, San Giovanni, San Martino, San Pietro e Sant'Agostino, il Palazzo Ducale, il Cassero e il Teatro romano, per citare i più rappresentativi.. Una delle perle dell'Umbria e non solo.
Per qualche foto clicca qua.
giovedì 19 agosto 2010
Su e giù per le Dolomiti
Base in albergo a Sottoguda (Rocca Pietore, prov. di Belluno), paese famoso per lo splendido canyon ghiacciato (ma non in estate...) dei Serrai, formatosi intorno al rumoroso torrente Pettorina, allegra colonna sonora di sera e mattina.
Ho alternato agli innumerevoli passi dolomitici lunghe camminate nei boschi e passeggiate sul ghiacciaio della Marmolada con annesso su e giù in funivia... ehm.. diciamo che per me è molto più facile fare dei passi impegnativi come il Duran e la Forcella Staulanza sotto il diluvio che prendere una funivia.. questione di mancanza di terra sotto i piedi, forse..! E comunque.. strade stupende, tornanti a volontà, in salita, in discesa, senza guard rail, protetti da muri, in galleria.. insomma ce n'è per tutti i gusti!
Ed oltre alla strada e intorno ad essa, si snoda un paesaggio incredibile, che distrae quasi troppo chi si impegna e si diverte in sella, l'imponenza del gruppo di rocce dolomitiche, il Monte Civetta, la Marmolada, il Gruppo Sella, le Tofane, il Monte Pelmo... per citarne solo alcune fra le più famose, davvero un magnifico spettacolo!
Senza considerare che, dove c'è un monte, c'è un passo e dove c'è un passo c'è un rifugio... e quindi le soste culinarie sono un obbligo, quasi un dovere morale, direi.. torte di ogni tipo, cioccolate calde, strudel.. oppure il delizioso speck, i famigerati e squisiti canederli (li ho mangiati praticamente ogni sera..!) birre artigianali, formaggi più o meno dolci o piccanti, grappe particolarissime.. che bei ricordi..!
Ma il clou del mio viaggio credo siano stati in ogni caso i passi.. impervi, selvaggi, fatti col sole e con la pioggia, in solitaria o in mezzo a tante altre moto ma anche fra camper e pullman.. e così ho lasciato alle spalle (in ordine sparso e qualcuno anche per ben due volte..!) il Passo Giau, il Sella, il Pordoi, il Gardena, il Fedaia, il Duran, il Valparola, il Falzarego, il Campolongo e la Forcella Staulanza...
Un viaggio consigliato a tutti gli amanti delle due ruote, delle montagne e non solo.
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mercoledì 18 agosto 2010
Muraglione

Senza ombra di dubbio il Muraglione (SS 67 Tosco Romagnola, FI) è un passo di grande fascino, con la sua tradizione. Nell'antichità questo tratto dell'Appennino era attraversato esclusivamente da mulattiere. Fu solo nel 1836 che per volere del Granduca Leopoldo II fu realizzata una carrozzabile che per i tempi rappresentò una delle più ardite opere di ingegneria. Con l'aiuto delle mine furono scavati una serie di tornanti sul fianco della montagna che permisero di raggiungere il crinale alla Colla dei Pratiglioni. Qui fu costruita una cantoniera, un albergo ed un muro che serviva per riparare i viandanti dal forte vento presente. (Da questo muro deriva il nome del passo).Ma fino a qualche annetto fa il Muraglione era anche un importante motoraduno. Io partecipai all'edizione ZERO QUATTRO, nel 2003, l'anno successivo però, alla ZERO CINQUE, capitarono alcuni incidenti, non so bene dovuti a cosa, ma c'è chi narra che, non si sa bene in che modo, si incendiarono alcune moto parcheggiate a bordo strada causando disagi e proteste varie... sicchè nel 2005 il motoraduno prima fu messo in dubbio ed alla fine non si fece per niente. E da quell'anno non si è più fatto. Un vero peccato... Ma torniamo ai bei ricordi del 2003, un grande evento con moto ovunque, musica rock, birra, salsiccia, selvaggi burn out (vedi il fumo bianco nelle foto..!), spettacoli sexy e tutto quel clima tipico che si respira nei motoraduni. Ora ci si può solo consolare ripercorrendo in sella l'impegnativo passo e godendo sia delle curve sia del selvatico panorama un po brullo offerto da quei colli tosco-romagnoli intorno a quota 900 m s.l.m.
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