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giovedì 3 ottobre 2013

Misano Classic Week End


TIPO DI EVENTO : Raduno
DATA: 18/10/2013 to 20/10/2013
INDIRIZZO: Via Daijiro Kato, 10
Città: Misano
NAZIONE: Italy

Dal 18 al 20 ottobre, anche Ducati ti aspetta  al Misano Classic Week End l'evento nato per celebrare il mondo delle moto d'epoca.

Misano Classic Week End è un evento organizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e rappresenterà la storia motociclistica protagonista al Misano World Circuit - Marco Simoncelli, per l'occasione accogliente meta di pellegrinaggio degli appassionati delle due ruote.

Un evento che è più di una mostra scambio: in programma infatti gare, parate, tour su strada e un paddock ricco di iniziative.

Ducati sarà presente con una esposizione id moto d'epoca direttamente dal Museo Ducati di Borgo Panigale.

Ti aspettiamo!

Per informazioni: http://www.misanocircuit.com/index.php?page=news&cod=432&lang=ita



(articolo tratto da http://www.ducati.it/)

lunedì 11 giugno 2012

Il Misano World Circuit lega il suo nome a Marco Simoncelli



Questa mattina (09.06.2012) al Misano World Circuit è stato presentato il marchio che associa l’impianto romagnolo a Marco Simoncelli. La presentazione è avvenuta nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Paolo Simoncelli, padre del Sic.

E’ stato affidato ad Aldo Drudi, noto designer e protagonista delle grafiche sportive di tanti grandi campioni del motociclismo, il compito di individuare una immagine efficace. L’estro del designer è il risultato attuale, che vede il tradizionale marchio MWC Misano World Circuit insieme al nome Marco Simoncelli, con la ‘doppia elle’ a richiamare le bande rosse del casco utilizzato dal Sic. Da oggi l’impianto si chiamerà quindi ‘Misano World Circuit Marco Simoncelli‘.


(da motoblog.it)

giovedì 3 novembre 2011

Misano, circuito dedicato a Sic




La pista sarà dedicata a Marco Simoncelli: lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa che ha assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome del pilota per iniziative commerciali. I piloti, in Spagna per l'ultima gara stagionale, sono ancora scossi


Il circuito di Misano sarà intitolato a Marco Simoncelli. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa, al completo. Riunitosi ieri sera, infatti, ha deciso all'unanimità di accogliere la proposta di associare il nome del proprio impianto di Misano alla figura di Marco Simoncelli. "Lo dobbiamo alla memoria di Sic - ha dichiarato Luca Colaiacovo - alla sua famiglia, alle centinaia di migliaia di fan che ne ammiravano il coraggio e l'umanità, alle tante personalità del mondo sportivo e dei media che si erano fatti interpreti di questo vero e proprio moto popolare, spontaneo e commovente. Siamo quindi felici e orgogliosi di associare l'impianto di Misano a Marco Simoncelli, un fuoriclasse nello sport e nella vita".

famiglia — "Nelle prossime ore - ha proseguito Colaiacovo - incontrerò la famiglia per annunciare la nostra decisione e per ringraziarla sia della disponibilità nei nostri confronti che dell'amore che ha saputo comunicare a tutti noi in questo momento terribile. Dirò loro che Marco continuerà a stare con noi per sempre, anche grazie alle iniziative che insieme assumeremo nei prossimi mesi". "Infatti da oggi - ha concluso - comincerà un lavoro che dovrà declinare la decisione assunta in iniziative concrete; un lavoro che vogliamo condurre insieme alla famiglia Simoncelli e alla neonata Fondazione intestata al pilota e che vogliamo sia il più possibile partecipato e ampio, coinvolgendo fan club e appassionati". Il Cda della Santamonica spa ha fin d'ora assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome di Simoncelli per iniziative di marketing e commerciali relative al brand Misano Word Circuit.

il casco di vale — Intanto Valentino Rossi ha confermato che correrà con un casco speciale per ricordare l'amico Sic. Lo userà sabato e domenica, top secret per ora il disegno scelto.

SPAESATI — Nella sala conferenze stampa del circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ospiterà l'ultima gara del 2011, l'atmosfera è mesta. Irreali le facce dei piloti che sono davanti al solito plotone di giornalisti e fotografi. Lo choc dovuto alla morte di Marco Simoncelli continua a quasi due settimane dalla Malesia. Il neo campione del mondo Casey Stoner è ancora attonito. "Il nostro sport è così - ha detto Stoner - pericoloso, ma non ci aspettavamo quello che è successo. Ora dobbiamo correre perchè è quello che facciamo e dobbiamo farlo anche per chi non c'è più". Tutti vogliono correre. Uno degli acerrimi rivali di Marco ai tempi della 250, Alvaro Bautista, è categorico: "Dobbiamo farlo per Marco - ha detto con un velo di commozione - la sua mancanza è enorme ma lui vorrebbe così". Anche Loris Capirossi, che in conferenza aveva al braccio una fascia nera con sopra il 58 e che in gara correrà con il numero del Sic, non ha dubbi: "Correre è l'unica soluzione".

INSPIEGABILE — Quello che non è spiegabile, invece, è 'incidente di Marco Simoncelli. "Marco - ha detto con gli occhi umidi Valentino Rossi - è rientrato in pista con una traiettoria strana. È stato come in strada quando uno non rispetta uno stop e ti viene addosso. A Sepang è successa la stessa cosa. Io sono stato anche fortunato perchè a differenza di Colin Edwards l'ho preso marginalmente e non sono caduto. Simoncelli era un pilota molto più grande degli altri e usava molto il suo corpo per guidare la moto, così come lo usava nei duelli con gli altri piloti. Anche in quell'occasione Marco ha provato a non cadere usando il corpo, che in quel momento è come fosse diventato una terza ruota, che lo ha riportato in pista. Mi ha fatto molto piacere tutto l'affetto che è arrivato a Marco e alla famiglia Simoncelli in questi giorni difficili. Io ho fatto di tutto per rimanere accanto a loro, a Paolo a Rossella e alla sorella di Marco, Martina. Io mi voglio ricordare di lui quando andavamo a girare alla cava, dove facevamo dei duelli all'ultimo sangue e anche quando ci faceva morire dalle risate per le stupidaggini che diceva quando scherzava". Difficile cercare di tornare alla normalità: "Sono tornato in sella alla cava, per vedere che effetto mi avrebbe fatto. È andata bene. Noi piloti siamo cresciuti sulle moto e per questo quando ci andiamo stiamo bene. Ma forse sulla moto da corsa sarà un'altra cosa".


(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)

lunedì 5 settembre 2011

Misano: Stoner stanco, Lorenzo domina, Rossi:Sic un bastardo


Il grande favorito Casey Stoner soffre la stanchezza ed il gran caldo della rivera romagnola, lasciando il passo al campione in carica Jorge Lorenzo e al suo compagno di squadra Dani Pedrosa, autore di un grandissimo sorpasso proprio sull’australiano. Nelle prove è stato sempre il più veloce, ha dominato quasi tutti i turni, Stoner sembrava avere il passo giusto per dominare anche la gara, ma non aveva fatto i conti con lo spagnolo della Yamaha, Jorge, infatti, sin dalle prove ha dimostrato di aver un ottimo passo gara e lo ho messo in pratica nel migliore dei modi. Lorenzo ha mantenuto saldamente la prima posizione quasi per tutta la gara non concedendo nulla agli avversari, alla terza vittoria stagionale, due delle quali in circuiti italiani, lo spagnolo sembra ancora aver voglia di infastidire il leader della stagione, 35 punti sono tanti, ma la rimonta non è impossibile.Ancora una gara suddivisa in tre gruppetti, quello di testa, composto dai soliti tre, e quello degli inseguitori a cui questa volta ha partecipato anche Valentino Rossi!C’è stato un gran da fare nel secondo gruppetto composto da (in ordine di arrivo) Marco Simoncelli, Andrea Dovizioso, Ben Spies e Valentino Rossi. Dopo la partenza, che ha visto uno scatto incredibile del dottore ed un errore d’inserimento marcia del Sic, le posizioni si sono mischiate creando un’avvincente bagarre negli ultimi giri del gp.Degna di nota la gara di Valentino Rossi, che si è detto finalmente “contento” di come è andata: Una buona gara finalmente. Sono piuttosto contento perché non pensavo di andare così bene, con quel gruppetto che è il nostro obiettivo. Sono partito fortissimo e ho fatto le prime curve da matto, con qualche gocciolina, ma se non sfruttiamo questi momenti… Questa è la nostra posizione e fregare Bautista che è stato veloce nelle ultime gare, non è male. Abbiamo fatto una modifica che se fatta sabato potevo partire anche più avanti. Sinceramente non me l’aspettavo”.Il dottore spende anche qualche parola per l’amico Sic: ”Il Sic è un bastardo e deve ringraziare che adessso vado piu piano, perché se torno ad andare veloce, puntini, puntini, puntini… come sul casco. Il sorpasso comunque ci sta, perché Sic le gare le fa così con tutti. E’ un peccato perché devo solo prenderle, per ora, senza poterle dare. Certo lui è aggressivo e se non ti alzi tu, si cade in due…”, un pensiero detto con il sorriso sulle labbra, senza nessuna accusa quindi, ma si capisce quanto lui voglia tornare a lottare con i “più forti”.Anche Filippo Preziosi dice la sua sulla gara e sui prossimi test di mercoledì: ”La nostra moto è molto fisica e con questo caldo Rossi ha dovuto fare davvero un grande sforzo. Dobbiamo ringraziarlo per questo risultato. Valentino da indicazioni, molto precise, ma non ha mai indicato una soluzione. Per quello ci sono gli ingegneri che devono elaborare le sue informazioni. Sono felice di lavorare per un’azienda che lascia al progettista la libertà delle scelte tecniche. Inoltre abbiamo un grande pilota che può darci tutte le indicazioni utili. Quello che andremo a fare per il prossimo campionato non lo sappiamo neanche noi. Abbiamo diverse soluzioni ciclistiche e le metteremo a confronto. Io per primo sono ducatista, ma credo che seguire nuove strade sia importante per trasferire poi l’esperienza delle corse sulle moto stradali. Facendo crescere la tradizione, ma guardando al futuro”.E aggiunge: “E’ imporante e stiamo lavorando in modo che ogni pilota, con il suo stile, non abbia problemi in sella alle Ducati. Prima di tutto garantendo l’affidabilità con la cambiata. La sfida della nuova moto è molto difficile, ma prima dobbiamo provare i nuovi pezzi e solo allora capiremo la strada da intraprendere. Valentino è un animale in gabbia. Quando apriremo la gabbia non consiglio a nessuno di stargli vicino”.


(articolo tratto da http://www.net1news.org)

domenica 4 settembre 2011

Capirossi dice addio alle moto


"A fine anno smetto, sarà dura, ma lascio con il sorriso. Credo nel centesimo podio", annuncia il veterano delle due ruote.

Loris Capirossi dice addio al mondo delle due ruote. Lo ha voluto rendere noto a Misano, gran premio di casa dell'esperto pilota. Dopo 22 anni in giro per il mondo, il veterano della moto GP, vincitore di tre mondiali (due in classe 125cc, uno in 250cc), in conferenza stampa ha ringraziato il Pramac Racing Team per avergli dato la possibilità di correre per l'ultima stagione su di una Ducati Desmosedici.

"E' un momento particolare della mia carriera, e la decisione che ho preso è stata partorita dopo tante, tantissime riflessioni - ha spiegato il centauro del Pramac Racing Team -. Sono contento, dopo 25 anni, di cui 22 di motomondiale di arrivare a dire basta col sorriso sulle labbra, anche se è dura pensare che l'anno prossimo non guiderò più una moto. Devo ringraziare tantissime persone che per tutti questi anni mi hanno seguito, incoraggiato, motivato, anche il team Pramac, che mi ha dato l'ultima opportunità di guidare una moto. Dispiace, quest'anno, di non aver portato a casa un buon risultato, ma confido nell'ultima parte del mondiale. Motegi, Philip Island e Sepang sono i miei circuiti preferiti, lì ho vinto tante gare. Il centesimo podio che rincorro è difficile da agguantare, ma ci crederò fino alla fine. Per quanto riguarda il mio futuro, poi, non ho ancora le idee chiare, l'unica cosa certa è che non sarò più un pilota. Nella vita, arrivare a prendere una decisione del genere non è facile, soprattutto dopo tanti anni. Ma so a cosa vado incontro, sono sicuro che la mia nuova vita sarà entusiasmante come quella che ho fissato fino a ora".


(articolo tratto da http://sport.libero.it/moto)

lunedì 6 settembre 2010

Shoya Tomizawa



La giornata di ieri, per ogni appassionato di moto, di sport e non solo, è stata tragica e triste, al di là di tutto, della gara, di Misano.. è morto un pilota, un ragazzo di 19 anni e la corsa è continuata ugualmente, non si sa nemmeno l'ora del decesso, qualcuno ha detto alle 14.20 a MotoGP in corso, ma nel dopogara Lorenzo ha detto di averlo saputo prima di partire.. neanche la serietà e la decenza di dire la verità in un occasione simile se non di fermare la gara.. complimenti all'organizzazione di casa nostra, davvero, complimenti.. ma poi il punto non è neanche questo.. si discute sempre sulla sicurezza, anche con le nuove normative del nostro paese, forse anche esagerate, tipo l'obbligo di abbigliamento tecnico sempre e comunque..anche per andare al mare.. e poi negli eventi che sono al vertice del mondo motociclistico a livello mondiale si bada solo a mandare avanti lo show, si fanno correre anche i bambini (vedi Lenz...) e via dicendo.. mah.. ma come siamo messi..?!


Tomizawa ucciso a 19 anni Cade e due moto lo travolgono


di Redazione

A soli sette giorni dall’incidente mortale del tredicenne Peter Lenz, il mondo delle moto si ritrova a dover compiangere un altro pilota, deceduto in circostanze simili durante la gara di Moto2 disputata ieri sul circuito di Misano. Nel corso del dodicesimo giro il giapponese Shoya Tomizawa, mentre era in quarta posizione, è scivolato al «curvone», che si percorre a oltre 200 chilometri all’ora, per poi essere investito dai due piloti che lo seguivano a breve distanza. Sia Alex De Angelis sia Scott Redding non hanno potuto evitare l’incidente: il sanmarinese si è lanciato dalla moto che si è scontrata su Tomizawa mentre il britannico lo ha investito all’altezza del bacino. Mentre la direzione di gara decideva di non esporre la bandiera rossa per interrompere il gran premio, i soccorritori hanno adagiato su una barella il corpo di Tomizawa, che non dava segni di vita. Caricato in ambulanza, dove gli è stata praticata la rianimazione, il pilota è poi stato trasportato all'ospedale di Riccione dove è deceduto alle ore 14.19 a causa dei traumi multipli e delle numerose emorragie interne. Nessuna conseguenza invece per De Angelis e Redding.
Ancora il 5 settembre, ancora Misano, ancora un incidente pauroso. Nel 1993 il campionissimo Wayne Rainey se la cavò, restando però paralizzato agli arti inferiori. Ieri per Tomizawa non c’è stato niente da fare. Così, mentre i piloti della MotoGp ancora ignari della morte del collega iniziavano la propria gara, il paddock si è diviso tra la tristezza di chi non è riuscito a trattenere le lacrime, come il dottor Claudio Costa che ha assistito Tomizawa sino all’ospedale, e i dubbi su un’eventuale carenza di organizzazione dei soccorsi. Tanti addetti ai lavori sono dell’idea che la gara andasse fermata, ipotesi condivisa anche da Valentino Rossi, ma secondo Claudio Macchiagodena, responsabile medico del circuito di Misano «la bandiera rossa non avrebbe dato nessun vantaggio, dal punto di vista medico non sarebbe cambiato nulla. La rianimazione è cominciata in ambulanza, dal punto di vista medico non c’è stato alcun ritardo. La bandiera rossa, anzi, avrebbe comportato un rallentamento». Eppure, nei momenti concitati dell’incidente, un soccorritore è scivolato sulla ghiaia, forse per accelerare le operazioni ma anche preoccupato di mettersi al riparo dalle altre moto che sfrecciavano come nulla fosse accaduto. L’incidente forse riaprirà anche la polemica legata agli iscritti in Moto2 che per stessa opinione dei piloti sono troppi e creano affollamento: ieri al via erano in 38, questo favorisce lo spettacolo ma aumenta i rischi legati alla sicurezza. In merito al problema lo stesso Tomizawa qualche giorno fa aveva risposto così: «Non mi preoccupo degli altri, penso solo a me stesso».
Nato a Chiba, città a sudest di Tokyo, il 10 dicembre del 1990, Tomizawa ha sempre avuto il pallino delle due ruote tanto da salire sulla prima minimoto a soli 3 anni. A 15 aveva debuttato nel campionato giapponese con l’obiettivo di approdare, prima o poi, nel motomondiale. Il sogno si avvera nel 2006 quando partecipa al Gp del Giappone in 125 con una wild card, esperienza ripetuta anche nei due anni successivi (in 250 nel 2008). L'anno scorso aveva chiuso 17° in classifica con 32 punti gareggiando con la scuderia Cip Moto, motorizzata Honda. Questa doveva essere la stagione della maturità e infatti in Moto2 aveva esordito col botto, con la vittoria in Qatar (festeggiata sul podio ad occhi sgranati come a dire «Incredibile») e il secondo posto in Spagna, e tante altre buone prestazioni. Sino all’incidente di ieri, che però non cancellerà mai il sorriso, le risate e l’allegria con cui lo ricordano i colleghi.

(da Il Giornale.it)