Pur non essendo io particolarmente fan di Valentino Rossi, quello che ha fatto domenica scorsa alla fine della gara di MotoGp di Sepang (pista dove avvenne l'incidente tragico del SIC nel 2011..) rimane comunque un gran bel gesto.. complimenti! E sempre grande SIC58..!
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martedì 15 ottobre 2013
domenica 28 ottobre 2012
lunedì 11 giugno 2012
Il Misano World Circuit lega il suo nome a Marco Simoncelli

Questa mattina (09.06.2012) al Misano World Circuit è stato presentato il marchio che associa l’impianto romagnolo a Marco Simoncelli. La presentazione è avvenuta nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Paolo Simoncelli, padre del Sic.
E’ stato affidato ad Aldo Drudi, noto designer e protagonista delle grafiche sportive di tanti grandi campioni del motociclismo, il compito di individuare una immagine efficace. L’estro del designer è il risultato attuale, che vede il tradizionale marchio MWC Misano World Circuit insieme al nome Marco Simoncelli, con la ‘doppia elle’ a richiamare le bande rosse del casco utilizzato dal Sic. Da oggi l’impianto si chiamerà quindi ‘Misano World Circuit Marco Simoncelli‘.
(da motoblog.it)
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lunedì 7 novembre 2011
Loris Capirossi appende il casco al chiodo dopo 22 anni di emozioni: "adesso me ne vado in pensione"

“Che dire, adesso è davvero finita. La gara è stata complicata dalla pioggia, e negli ultimi giri non ho potuto spingere perché rischiavo di cadere. Tenevo a chiudere bene la mia carriera omaggiando Marco. Ci ho messo il massimo impegno. Ringrazio tutte le persone che mi sono state vicino. Adesso me ne vado in pensione!”Sono le parole di Loris Capirossi, che con quest’ultima gara ha salutato la sua carriera da pilota con una serie impressionante di numeri: 328 gare, 29 vittorie, 41 pole, 99 podi e ben 3 titoli mondiali, due in 125 e uno in 250, non possiamo che toglierci il cappello davanti a lui quando lo vedremo in giacca e cravatta seduto al tavolo della direzione gara.
A Valencia Loris è arrivato nono, ed è sceso in pista con una speciale tuta, ornata con l’iride del campione del mondo e dal numero 58 sul cupolino. In 22 anni di onorata carriera, Capirossi è stato capace di emozionarci in tutte le classi in cui ha corso, ma forse la sfida più bella che abbiamo seguito lungo la sua storia di pilota, è quando ha vestito per la prima volta la tuta rossa della Ducati portando per la prima volta alla vittoria la Desmosedici.
Con un po’ di tristezza nel cuore non vedremo l’anno prossimo il 65 sulla pista, ma continueremo a vederlo in giro per il paddock. Noi non possiamo che fare un grosso in bocca al lupo a Loris, ringraziandolo di tutte le emozioni che ci ha regalato negli ultimi 22 anni.
(da www.motoblog.it)


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domenica 6 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
Misano, circuito dedicato a Sic



La pista sarà dedicata a Marco Simoncelli: lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa che ha assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome del pilota per iniziative commerciali. I piloti, in Spagna per l'ultima gara stagionale, sono ancora scossi
Il circuito di Misano sarà intitolato a Marco Simoncelli. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa, al completo. Riunitosi ieri sera, infatti, ha deciso all'unanimità di accogliere la proposta di associare il nome del proprio impianto di Misano alla figura di Marco Simoncelli. "Lo dobbiamo alla memoria di Sic - ha dichiarato Luca Colaiacovo - alla sua famiglia, alle centinaia di migliaia di fan che ne ammiravano il coraggio e l'umanità, alle tante personalità del mondo sportivo e dei media che si erano fatti interpreti di questo vero e proprio moto popolare, spontaneo e commovente. Siamo quindi felici e orgogliosi di associare l'impianto di Misano a Marco Simoncelli, un fuoriclasse nello sport e nella vita".
famiglia — "Nelle prossime ore - ha proseguito Colaiacovo - incontrerò la famiglia per annunciare la nostra decisione e per ringraziarla sia della disponibilità nei nostri confronti che dell'amore che ha saputo comunicare a tutti noi in questo momento terribile. Dirò loro che Marco continuerà a stare con noi per sempre, anche grazie alle iniziative che insieme assumeremo nei prossimi mesi". "Infatti da oggi - ha concluso - comincerà un lavoro che dovrà declinare la decisione assunta in iniziative concrete; un lavoro che vogliamo condurre insieme alla famiglia Simoncelli e alla neonata Fondazione intestata al pilota e che vogliamo sia il più possibile partecipato e ampio, coinvolgendo fan club e appassionati". Il Cda della Santamonica spa ha fin d'ora assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome di Simoncelli per iniziative di marketing e commerciali relative al brand Misano Word Circuit.
il casco di vale — Intanto Valentino Rossi ha confermato che correrà con un casco speciale per ricordare l'amico Sic. Lo userà sabato e domenica, top secret per ora il disegno scelto.
SPAESATI — Nella sala conferenze stampa del circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ospiterà l'ultima gara del 2011, l'atmosfera è mesta. Irreali le facce dei piloti che sono davanti al solito plotone di giornalisti e fotografi. Lo choc dovuto alla morte di Marco Simoncelli continua a quasi due settimane dalla Malesia. Il neo campione del mondo Casey Stoner è ancora attonito. "Il nostro sport è così - ha detto Stoner - pericoloso, ma non ci aspettavamo quello che è successo. Ora dobbiamo correre perchè è quello che facciamo e dobbiamo farlo anche per chi non c'è più". Tutti vogliono correre. Uno degli acerrimi rivali di Marco ai tempi della 250, Alvaro Bautista, è categorico: "Dobbiamo farlo per Marco - ha detto con un velo di commozione - la sua mancanza è enorme ma lui vorrebbe così". Anche Loris Capirossi, che in conferenza aveva al braccio una fascia nera con sopra il 58 e che in gara correrà con il numero del Sic, non ha dubbi: "Correre è l'unica soluzione".
INSPIEGABILE — Quello che non è spiegabile, invece, è 'incidente di Marco Simoncelli. "Marco - ha detto con gli occhi umidi Valentino Rossi - è rientrato in pista con una traiettoria strana. È stato come in strada quando uno non rispetta uno stop e ti viene addosso. A Sepang è successa la stessa cosa. Io sono stato anche fortunato perchè a differenza di Colin Edwards l'ho preso marginalmente e non sono caduto. Simoncelli era un pilota molto più grande degli altri e usava molto il suo corpo per guidare la moto, così come lo usava nei duelli con gli altri piloti. Anche in quell'occasione Marco ha provato a non cadere usando il corpo, che in quel momento è come fosse diventato una terza ruota, che lo ha riportato in pista. Mi ha fatto molto piacere tutto l'affetto che è arrivato a Marco e alla famiglia Simoncelli in questi giorni difficili. Io ho fatto di tutto per rimanere accanto a loro, a Paolo a Rossella e alla sorella di Marco, Martina. Io mi voglio ricordare di lui quando andavamo a girare alla cava, dove facevamo dei duelli all'ultimo sangue e anche quando ci faceva morire dalle risate per le stupidaggini che diceva quando scherzava". Difficile cercare di tornare alla normalità: "Sono tornato in sella alla cava, per vedere che effetto mi avrebbe fatto. È andata bene. Noi piloti siamo cresciuti sulle moto e per questo quando ci andiamo stiamo bene. Ma forse sulla moto da corsa sarà un'altra cosa".
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
Il circuito di Misano sarà intitolato a Marco Simoncelli. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa, al completo. Riunitosi ieri sera, infatti, ha deciso all'unanimità di accogliere la proposta di associare il nome del proprio impianto di Misano alla figura di Marco Simoncelli. "Lo dobbiamo alla memoria di Sic - ha dichiarato Luca Colaiacovo - alla sua famiglia, alle centinaia di migliaia di fan che ne ammiravano il coraggio e l'umanità, alle tante personalità del mondo sportivo e dei media che si erano fatti interpreti di questo vero e proprio moto popolare, spontaneo e commovente. Siamo quindi felici e orgogliosi di associare l'impianto di Misano a Marco Simoncelli, un fuoriclasse nello sport e nella vita".
famiglia — "Nelle prossime ore - ha proseguito Colaiacovo - incontrerò la famiglia per annunciare la nostra decisione e per ringraziarla sia della disponibilità nei nostri confronti che dell'amore che ha saputo comunicare a tutti noi in questo momento terribile. Dirò loro che Marco continuerà a stare con noi per sempre, anche grazie alle iniziative che insieme assumeremo nei prossimi mesi". "Infatti da oggi - ha concluso - comincerà un lavoro che dovrà declinare la decisione assunta in iniziative concrete; un lavoro che vogliamo condurre insieme alla famiglia Simoncelli e alla neonata Fondazione intestata al pilota e che vogliamo sia il più possibile partecipato e ampio, coinvolgendo fan club e appassionati". Il Cda della Santamonica spa ha fin d'ora assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome di Simoncelli per iniziative di marketing e commerciali relative al brand Misano Word Circuit.
il casco di vale — Intanto Valentino Rossi ha confermato che correrà con un casco speciale per ricordare l'amico Sic. Lo userà sabato e domenica, top secret per ora il disegno scelto.
SPAESATI — Nella sala conferenze stampa del circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ospiterà l'ultima gara del 2011, l'atmosfera è mesta. Irreali le facce dei piloti che sono davanti al solito plotone di giornalisti e fotografi. Lo choc dovuto alla morte di Marco Simoncelli continua a quasi due settimane dalla Malesia. Il neo campione del mondo Casey Stoner è ancora attonito. "Il nostro sport è così - ha detto Stoner - pericoloso, ma non ci aspettavamo quello che è successo. Ora dobbiamo correre perchè è quello che facciamo e dobbiamo farlo anche per chi non c'è più". Tutti vogliono correre. Uno degli acerrimi rivali di Marco ai tempi della 250, Alvaro Bautista, è categorico: "Dobbiamo farlo per Marco - ha detto con un velo di commozione - la sua mancanza è enorme ma lui vorrebbe così". Anche Loris Capirossi, che in conferenza aveva al braccio una fascia nera con sopra il 58 e che in gara correrà con il numero del Sic, non ha dubbi: "Correre è l'unica soluzione".
INSPIEGABILE — Quello che non è spiegabile, invece, è 'incidente di Marco Simoncelli. "Marco - ha detto con gli occhi umidi Valentino Rossi - è rientrato in pista con una traiettoria strana. È stato come in strada quando uno non rispetta uno stop e ti viene addosso. A Sepang è successa la stessa cosa. Io sono stato anche fortunato perchè a differenza di Colin Edwards l'ho preso marginalmente e non sono caduto. Simoncelli era un pilota molto più grande degli altri e usava molto il suo corpo per guidare la moto, così come lo usava nei duelli con gli altri piloti. Anche in quell'occasione Marco ha provato a non cadere usando il corpo, che in quel momento è come fosse diventato una terza ruota, che lo ha riportato in pista. Mi ha fatto molto piacere tutto l'affetto che è arrivato a Marco e alla famiglia Simoncelli in questi giorni difficili. Io ho fatto di tutto per rimanere accanto a loro, a Paolo a Rossella e alla sorella di Marco, Martina. Io mi voglio ricordare di lui quando andavamo a girare alla cava, dove facevamo dei duelli all'ultimo sangue e anche quando ci faceva morire dalle risate per le stupidaggini che diceva quando scherzava". Difficile cercare di tornare alla normalità: "Sono tornato in sella alla cava, per vedere che effetto mi avrebbe fatto. È andata bene. Noi piloti siamo cresciuti sulle moto e per questo quando ci andiamo stiamo bene. Ma forse sulla moto da corsa sarà un'altra cosa".
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
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lunedì 31 ottobre 2011
Paolo Simoncelli: "Un minuto di casino per ricordare Marco"

Oltre alle molteplici immagini create dagli appassionati riguardanti la moto e la tuta che dovrebbe portare in pista Valentino Rossi per ricordare Marco Simoncelli scomparso tragicamente a Sepang domenica scorsa, Paolo Simoncelli, padre del Sic, torna a parlare e fa una richiesta per la gara di Valencia.
Anziché un minuto di silenzio, come si fa di solito in questi casi per ricordare uno scomparso, al Gran Premio di Valencia in programma tra una settimana
“vorrei venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme. E’ arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco - racconta Paolo - piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso”.
Una richiesta, forse insolita, ma in linea con lo stile di Super Sic.
Paolo Simoncelli non nasconde inoltre la gioia sull’eventualità che il circuito di Misano venga intitolato al figlio:
“Sarebbe un regalo immenso; a lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso e se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perché i tifosi possano rendergli omaggio. Marco l’ho portato con me a casa lui è a casa con noi e ogni tanto me lo stringo forte”.
(da www.motoblog.it)
Inoltre...
Il famoso writer riminese Michele “Enko” Costa ha voluto dedicare un graffito a Marco Simoncelli. Il graffito lungo ben 11 metri è stato fatto a Riccione in un luogo molto trafficato e rappresenta il volto del 24enne pilota di Coriano e il suo numero da gara, il 58 su uno sfondo che riprende i colori del suo casco.
(N.B. : il graffito è tutt'ora in fase di lavorazione e ampliamento...)


Anziché un minuto di silenzio, come si fa di solito in questi casi per ricordare uno scomparso, al Gran Premio di Valencia in programma tra una settimana
“vorrei venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme. E’ arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco - racconta Paolo - piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso”.
Una richiesta, forse insolita, ma in linea con lo stile di Super Sic.
Paolo Simoncelli non nasconde inoltre la gioia sull’eventualità che il circuito di Misano venga intitolato al figlio:
“Sarebbe un regalo immenso; a lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso e se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perché i tifosi possano rendergli omaggio. Marco l’ho portato con me a casa lui è a casa con noi e ogni tanto me lo stringo forte”.
(da www.motoblog.it)
Inoltre...
Enko omaggia il Sic con un graffito di 11 metri
Il famoso writer riminese Michele “Enko” Costa ha voluto dedicare un graffito a Marco Simoncelli. Il graffito lungo ben 11 metri è stato fatto a Riccione in un luogo molto trafficato e rappresenta il volto del 24enne pilota di Coriano e il suo numero da gara, il 58 su uno sfondo che riprende i colori del suo casco.
(N.B. : il graffito è tutt'ora in fase di lavorazione e ampliamento...)
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venerdì 28 ottobre 2011
Dopo tutto
Da domenica mattina mi commuovo.
Chiarisco, non che prima non mi sia mai commosso, ovvio.. ma da domenica mattina mi commuovo fisso ogni volta che vedo una moto e penso al Sic.
Sono un motociclista, non conoscevo personalmente Marco, seguivo la MotoGP anche e soprattutto per lui.
Ieri, verso le 18, rientrato a casa dal lavoro, nonostante fosse ormai l'imbrunire e con il cielo plumbeo sulla testa, ho sentito la necessità di uscire per un giro in moto.
Da buon riminese, mi sono diretto al porto.. mi fermo, entro nel baretto, un caffè, esco... e mi sono ritrovato seduto fuori, davanti alla moto, che ormai piangevo.
Si sono dette, viste e sentite fin troppe cose.
Valentino che forse smette di correre (bufala), i soccorritori che lo hanno fatto cadere dalla barella, le centraline e le gomme da gara sotto accusa.. addirittura sembrava che la magistratura italiana volesse prelevarne il corpo per ulteriori accertamenti...
E' vero, ora siamo difronte ad altre nostrane tragedie come la recentissima disastrosa alluvione in liguria e toscana, con danni, morti, feriti e paesi praticamente sepolti dal fango e cancellati... inimmaginabile per chi non la vive...
E' vero che i media (la TV su tutti) hanno pompato forse oltre misura la scomparsa di Marco perchè, si sa, non c'è nulla che faccia odiens come la morte di un "eroe" italiano, giovane, bello e vincente.
E' anche verissimo che, in queste ore, moltissime persone alle quali probabilmente non è mai fregato nulla di Marco o di moto, si sono comunque fatte prendere dal rito collettivo e si sono messe in file per VEDERE... la bara, il corpo, i segni di copertone che ancora gli segnavano il viso e il collo...
E' tutto vero, siamo italiani, è sempre stato così.. anche per Pantani, immagino anche nel 1973 per Renzo Pasolini...
Personaggi pubblici, sportivi, amati e\o conosciuti da tutti, a maggior ragione dopo la loro prematura morte.
In ogni caso, ribadisco, da domenica mattina mi commuovo.
Sarà la forte passione per la moto... e MUTOR, come si dice da noi in romagna... sarà che Marco era praticamente un concittadino... sarà anche e soprattutto che era un pilota che appassionava con la sua guida al limite del possibile e oltre.. che dava sempre tutto, che titarava anche sotto la pioggia (vedi silverstone 2011), che anche se non vinceva e magari cadeva (spesso quest'anno) era amato per come stava in pista in maniera oltremodo spettacolare e guidando sempre al massimo (DAGLI DEL GAS).. perchè poi, finita la gara, rilasciava delle interviste vere, umane e anche un po' sbiascicate, come potremmo parlarne noi al bar.. con quel DIOBO' sempre e comunque, intercalare tipico delle nostre parti...
Nico Cereghini ha detto in queste ore che non ci si abitua mai alla morte... che il motocilcismo è una passione particolare... che ognuno di noi che va in moto, prima o poi, finisce per immedesimarsi nei piloti che vediamo alla domenica, finisce per pensare, da buon "bullo", che se ci fossimo noi su quelle 2 ruote riusciremmo a stare davanti e vincere... balle, è verò.. ma questo concetto secondo me spiega bene il senso di appartenenza a questa passione, il senso di fratellanza e in qualche modo, di vicinanza... inoltre in moto puoi andare a correre, pagando, sulle stesse piste della MotoGP.. Misano, il Mugello.. e come se, per parallelismo col mondo del calcio, si potesse organizzare una partitella fra amici e giocare a San Siro a Milano o al San Paolo di Napoli... impensabile.. e invece in moto, in qualche misura, si può.. e questo non fa che aumentare il senso di appartenenza.. non fa che aumentare la passione per un mezzo che semplice mezzo non è.. e ci avvicina, sotto gni punto di vista, a quei piloti che alla domenica corrono dentro le nostre televisioni.
E quindi, secondo me, è anche per questi motivi che la scomparsa di Marco ha colpito in maniera così estesa.. motocilcisti, appassionati e non.. ed è per questo che, da domenica mattina, mi commuovo.

Chiarisco, non che prima non mi sia mai commosso, ovvio.. ma da domenica mattina mi commuovo fisso ogni volta che vedo una moto e penso al Sic.
Sono un motociclista, non conoscevo personalmente Marco, seguivo la MotoGP anche e soprattutto per lui.
Ieri, verso le 18, rientrato a casa dal lavoro, nonostante fosse ormai l'imbrunire e con il cielo plumbeo sulla testa, ho sentito la necessità di uscire per un giro in moto.
Da buon riminese, mi sono diretto al porto.. mi fermo, entro nel baretto, un caffè, esco... e mi sono ritrovato seduto fuori, davanti alla moto, che ormai piangevo.
Si sono dette, viste e sentite fin troppe cose.
Valentino che forse smette di correre (bufala), i soccorritori che lo hanno fatto cadere dalla barella, le centraline e le gomme da gara sotto accusa.. addirittura sembrava che la magistratura italiana volesse prelevarne il corpo per ulteriori accertamenti...
E' vero, ora siamo difronte ad altre nostrane tragedie come la recentissima disastrosa alluvione in liguria e toscana, con danni, morti, feriti e paesi praticamente sepolti dal fango e cancellati... inimmaginabile per chi non la vive...
E' vero che i media (la TV su tutti) hanno pompato forse oltre misura la scomparsa di Marco perchè, si sa, non c'è nulla che faccia odiens come la morte di un "eroe" italiano, giovane, bello e vincente.
E' anche verissimo che, in queste ore, moltissime persone alle quali probabilmente non è mai fregato nulla di Marco o di moto, si sono comunque fatte prendere dal rito collettivo e si sono messe in file per VEDERE... la bara, il corpo, i segni di copertone che ancora gli segnavano il viso e il collo...
E' tutto vero, siamo italiani, è sempre stato così.. anche per Pantani, immagino anche nel 1973 per Renzo Pasolini...
Personaggi pubblici, sportivi, amati e\o conosciuti da tutti, a maggior ragione dopo la loro prematura morte.
In ogni caso, ribadisco, da domenica mattina mi commuovo.
Sarà la forte passione per la moto... e MUTOR, come si dice da noi in romagna... sarà che Marco era praticamente un concittadino... sarà anche e soprattutto che era un pilota che appassionava con la sua guida al limite del possibile e oltre.. che dava sempre tutto, che titarava anche sotto la pioggia (vedi silverstone 2011), che anche se non vinceva e magari cadeva (spesso quest'anno) era amato per come stava in pista in maniera oltremodo spettacolare e guidando sempre al massimo (DAGLI DEL GAS).. perchè poi, finita la gara, rilasciava delle interviste vere, umane e anche un po' sbiascicate, come potremmo parlarne noi al bar.. con quel DIOBO' sempre e comunque, intercalare tipico delle nostre parti...
Nico Cereghini ha detto in queste ore che non ci si abitua mai alla morte... che il motocilcismo è una passione particolare... che ognuno di noi che va in moto, prima o poi, finisce per immedesimarsi nei piloti che vediamo alla domenica, finisce per pensare, da buon "bullo", che se ci fossimo noi su quelle 2 ruote riusciremmo a stare davanti e vincere... balle, è verò.. ma questo concetto secondo me spiega bene il senso di appartenenza a questa passione, il senso di fratellanza e in qualche modo, di vicinanza... inoltre in moto puoi andare a correre, pagando, sulle stesse piste della MotoGP.. Misano, il Mugello.. e come se, per parallelismo col mondo del calcio, si potesse organizzare una partitella fra amici e giocare a San Siro a Milano o al San Paolo di Napoli... impensabile.. e invece in moto, in qualche misura, si può.. e questo non fa che aumentare il senso di appartenenza.. non fa che aumentare la passione per un mezzo che semplice mezzo non è.. e ci avvicina, sotto gni punto di vista, a quei piloti che alla domenica corrono dentro le nostre televisioni.
E quindi, secondo me, è anche per questi motivi che la scomparsa di Marco ha colpito in maniera così estesa.. motocilcisti, appassionati e non.. ed è per questo che, da domenica mattina, mi commuovo.
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domenica 23 ottobre 2011
Ciao Marco


Oggi è una giornata tristissima per ogni amante delle 2 ruote e non solo.
Sepang, GP di Malesia, 2° giro... se ne va, in un tragico incidente, uno dei più amati piloti italiani.
Incredibilmente ci lascia proprio Marco Simoncelli, un pilota che forse più di ogni altro si avvicinava al modo di intendere la moto come passione...
capace di attirare l'amore della gente, di quei tifosi che, ad esempio, nel GP d'Inghilterra, nonostante la sua caduta sotto la pioggia quando era fra i primi, gli dedicarono una standing ovation, premio alla sua inconfutabile grinta... un vero motociclista... e la gente lo vedeva ad ogni gara, al di la dei risultati.
alcuni commenti...
Valentino Rossi: "Era come un fratello"
Montezemolo: "Per le sue qualità mi ricordava Gilles Villeneuve".
Melandri: "Le parole non spiegheranno mai la sofferenza".
L'amico Mattia Pasini: "Ho perso un pezzo di cuore".
Lorenzo: "Non so che dire: Marco riposa in pace".
Hayden: "Ci mancherà tantissimo".
La Ducati: "Piangiamo Marco, era uno di noi".
Dani Pedrosa: "A volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport".
Max Biaggi: "Una cosa surreale".
Dovizioso: "Sono rattristato ed esterrefatto".
Il presidente del Coni Petrucci: "Uno dei miei giorni più brutti: ho deciso che tutti gli sport lo onorassero con 1' di silenzio".
Domenicali: "Piango un ragazzo solare, vicino alla famiglia"
Concludo citando un altro grandissimo pilota delle mie parti, Renzo Pasolini, il "Paso", morto in pista a Monza nel 1973:
"Un uomo coraggioso è colui che ha paura di fare una cosa, ma la fa lo stesso!"
Ciao Marco...
Sepang, GP di Malesia, 2° giro... se ne va, in un tragico incidente, uno dei più amati piloti italiani.
Incredibilmente ci lascia proprio Marco Simoncelli, un pilota che forse più di ogni altro si avvicinava al modo di intendere la moto come passione...
capace di attirare l'amore della gente, di quei tifosi che, ad esempio, nel GP d'Inghilterra, nonostante la sua caduta sotto la pioggia quando era fra i primi, gli dedicarono una standing ovation, premio alla sua inconfutabile grinta... un vero motociclista... e la gente lo vedeva ad ogni gara, al di la dei risultati.
alcuni commenti...
Valentino Rossi: "Era come un fratello"
Montezemolo: "Per le sue qualità mi ricordava Gilles Villeneuve".
Melandri: "Le parole non spiegheranno mai la sofferenza".
L'amico Mattia Pasini: "Ho perso un pezzo di cuore".
Lorenzo: "Non so che dire: Marco riposa in pace".
Hayden: "Ci mancherà tantissimo".
La Ducati: "Piangiamo Marco, era uno di noi".
Dani Pedrosa: "A volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport".
Max Biaggi: "Una cosa surreale".
Dovizioso: "Sono rattristato ed esterrefatto".
Il presidente del Coni Petrucci: "Uno dei miei giorni più brutti: ho deciso che tutti gli sport lo onorassero con 1' di silenzio".
Domenicali: "Piango un ragazzo solare, vicino alla famiglia"
Concludo citando un altro grandissimo pilota delle mie parti, Renzo Pasolini, il "Paso", morto in pista a Monza nel 1973:
"Un uomo coraggioso è colui che ha paura di fare una cosa, ma la fa lo stesso!"
Ciao Marco...

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lunedì 5 settembre 2011
Misano: Stoner stanco, Lorenzo domina, Rossi:Sic un bastardo

Il grande favorito Casey Stoner soffre la stanchezza ed il gran caldo della rivera romagnola, lasciando il passo al campione in carica Jorge Lorenzo e al suo compagno di squadra Dani Pedrosa, autore di un grandissimo sorpasso proprio sull’australiano. Nelle prove è stato sempre il più veloce, ha dominato quasi tutti i turni, Stoner sembrava avere il passo giusto per dominare anche la gara, ma non aveva fatto i conti con lo spagnolo della Yamaha, Jorge, infatti, sin dalle prove ha dimostrato di aver un ottimo passo gara e lo ho messo in pratica nel migliore dei modi. Lorenzo ha mantenuto saldamente la prima posizione quasi per tutta la gara non concedendo nulla agli avversari, alla terza vittoria stagionale, due delle quali in circuiti italiani, lo spagnolo sembra ancora aver voglia di infastidire il leader della stagione, 35 punti sono tanti, ma la rimonta non è impossibile.Ancora una gara suddivisa in tre gruppetti, quello di testa, composto dai soliti tre, e quello degli inseguitori a cui questa volta ha partecipato anche Valentino Rossi!C’è stato un gran da fare nel secondo gruppetto composto da (in ordine di arrivo) Marco Simoncelli, Andrea Dovizioso, Ben Spies e Valentino Rossi. Dopo la partenza, che ha visto uno scatto incredibile del dottore ed un errore d’inserimento marcia del Sic, le posizioni si sono mischiate creando un’avvincente bagarre negli ultimi giri del gp.Degna di nota la gara di Valentino Rossi, che si è detto finalmente “contento” di come è andata: Una buona gara finalmente. Sono piuttosto contento perché non pensavo di andare così bene, con quel gruppetto che è il nostro obiettivo. Sono partito fortissimo e ho fatto le prime curve da matto, con qualche gocciolina, ma se non sfruttiamo questi momenti… Questa è la nostra posizione e fregare Bautista che è stato veloce nelle ultime gare, non è male. Abbiamo fatto una modifica che se fatta sabato potevo partire anche più avanti. Sinceramente non me l’aspettavo”.Il dottore spende anche qualche parola per l’amico Sic: ”Il Sic è un bastardo e deve ringraziare che adessso vado piu piano, perché se torno ad andare veloce, puntini, puntini, puntini… come sul casco. Il sorpasso comunque ci sta, perché Sic le gare le fa così con tutti. E’ un peccato perché devo solo prenderle, per ora, senza poterle dare. Certo lui è aggressivo e se non ti alzi tu, si cade in due…”, un pensiero detto con il sorriso sulle labbra, senza nessuna accusa quindi, ma si capisce quanto lui voglia tornare a lottare con i “più forti”.Anche Filippo Preziosi dice la sua sulla gara e sui prossimi test di mercoledì: ”La nostra moto è molto fisica e con questo caldo Rossi ha dovuto fare davvero un grande sforzo. Dobbiamo ringraziarlo per questo risultato. Valentino da indicazioni, molto precise, ma non ha mai indicato una soluzione. Per quello ci sono gli ingegneri che devono elaborare le sue informazioni. Sono felice di lavorare per un’azienda che lascia al progettista la libertà delle scelte tecniche. Inoltre abbiamo un grande pilota che può darci tutte le indicazioni utili. Quello che andremo a fare per il prossimo campionato non lo sappiamo neanche noi. Abbiamo diverse soluzioni ciclistiche e le metteremo a confronto. Io per primo sono ducatista, ma credo che seguire nuove strade sia importante per trasferire poi l’esperienza delle corse sulle moto stradali. Facendo crescere la tradizione, ma guardando al futuro”.E aggiunge: “E’ imporante e stiamo lavorando in modo che ogni pilota, con il suo stile, non abbia problemi in sella alle Ducati. Prima di tutto garantendo l’affidabilità con la cambiata. La sfida della nuova moto è molto difficile, ma prima dobbiamo provare i nuovi pezzi e solo allora capiremo la strada da intraprendere. Valentino è un animale in gabbia. Quando apriremo la gabbia non consiglio a nessuno di stargli vicino”.
(articolo tratto da http://www.net1news.org)
(articolo tratto da http://www.net1news.org)
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domenica 4 settembre 2011
Capirossi dice addio alle moto
"A fine anno smetto, sarà dura, ma lascio con il sorriso. Credo nel centesimo podio", annuncia il veterano delle due ruote.
Loris Capirossi dice addio al mondo delle due ruote. Lo ha voluto rendere noto a Misano, gran premio di casa dell'esperto pilota. Dopo 22 anni in giro per il mondo, il veterano della moto GP, vincitore di tre mondiali (due in classe 125cc, uno in 250cc), in conferenza stampa ha ringraziato il Pramac Racing Team per avergli dato la possibilità di correre per l'ultima stagione su di una Ducati Desmosedici.
"E' un momento particolare della mia carriera, e la decisione che ho preso è stata partorita dopo tante, tantissime riflessioni - ha spiegato il centauro del Pramac Racing Team -. Sono contento, dopo 25 anni, di cui 22 di motomondiale di arrivare a dire basta col sorriso sulle labbra, anche se è dura pensare che l'anno prossimo non guiderò più una moto. Devo ringraziare tantissime persone che per tutti questi anni mi hanno seguito, incoraggiato, motivato, anche il team Pramac, che mi ha dato l'ultima opportunità di guidare una moto. Dispiace, quest'anno, di non aver portato a casa un buon risultato, ma confido nell'ultima parte del mondiale. Motegi, Philip Island e Sepang sono i miei circuiti preferiti, lì ho vinto tante gare. Il centesimo podio che rincorro è difficile da agguantare, ma ci crederò fino alla fine. Per quanto riguarda il mio futuro, poi, non ho ancora le idee chiare, l'unica cosa certa è che non sarò più un pilota. Nella vita, arrivare a prendere una decisione del genere non è facile, soprattutto dopo tanti anni. Ma so a cosa vado incontro, sono sicuro che la mia nuova vita sarà entusiasmante come quella che ho fissato fino a ora".
(articolo tratto da http://sport.libero.it/moto)
Loris Capirossi dice addio al mondo delle due ruote. Lo ha voluto rendere noto a Misano, gran premio di casa dell'esperto pilota. Dopo 22 anni in giro per il mondo, il veterano della moto GP, vincitore di tre mondiali (due in classe 125cc, uno in 250cc), in conferenza stampa ha ringraziato il Pramac Racing Team per avergli dato la possibilità di correre per l'ultima stagione su di una Ducati Desmosedici.
"E' un momento particolare della mia carriera, e la decisione che ho preso è stata partorita dopo tante, tantissime riflessioni - ha spiegato il centauro del Pramac Racing Team -. Sono contento, dopo 25 anni, di cui 22 di motomondiale di arrivare a dire basta col sorriso sulle labbra, anche se è dura pensare che l'anno prossimo non guiderò più una moto. Devo ringraziare tantissime persone che per tutti questi anni mi hanno seguito, incoraggiato, motivato, anche il team Pramac, che mi ha dato l'ultima opportunità di guidare una moto. Dispiace, quest'anno, di non aver portato a casa un buon risultato, ma confido nell'ultima parte del mondiale. Motegi, Philip Island e Sepang sono i miei circuiti preferiti, lì ho vinto tante gare. Il centesimo podio che rincorro è difficile da agguantare, ma ci crederò fino alla fine. Per quanto riguarda il mio futuro, poi, non ho ancora le idee chiare, l'unica cosa certa è che non sarò più un pilota. Nella vita, arrivare a prendere una decisione del genere non è facile, soprattutto dopo tanti anni. Ma so a cosa vado incontro, sono sicuro che la mia nuova vita sarà entusiasmante come quella che ho fissato fino a ora".
(articolo tratto da http://sport.libero.it/moto)
lunedì 4 luglio 2011
Ultima spiaggia..?
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lunedì 27 giugno 2011
Onore al SIC


Un grande, sta diventando il mio preferito... nonostante io sia ducatista... Simoncelli ultimamente casca fisso, è vero... ma è sempre un grande spettacolo quando è in pista..! hahaha... vai, vai, dagli del gas..!!!


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venerdì 25 febbraio 2011
"Sono messo piuttosto male, non siamo riusciti a risolvere i problemi"

Andiamo bene.. ancora a quasi 2 secondi dai migliori... andiamo proprio bene.. speriamo sia tutta pretattica... mah...(da www.motoblog.it)
Valentino Rossi abbattuto: "Sono messo piuttosto male, non siamo riusciti a risolvere i problemi"
Un Valentino Rossi così, difficilmente l’abbiamo visto negli scorsi anni. Una delle sue caratteristiche principali è sempre stata la capacità di mantenere la situazione sotto controllo, raramente ha dichiarato cose estremamente negative, nemmeno quando l’anno scorso ha rimediato la pessima frattura scomposta alla gamba. Il Dottore post-sepang sembra la versione “emo” di se stesso:
“Il giudizio sui test? sicuramente negativo. Non avevo in mente di essere veloce come i piloti Honda e Yamaha, ma almeno un po’ più vicino dell’1′8, lo scorso test avevo concluso con 1 secondo di distacco. Nel passo, ugualmente, sono messo piuttosto male, abbiamo provato in tutti i modi a settare la moto, soprattutto nella ciclistica, ma non ci siamo riusciti”
Poi continua: “Provare due giorni, anzichè tre, ci ha messo in svantaggio, ma non siamo comunque riusciti a raggiungere i miglioramenti che ci eravamo preposti, e a risolvere i problemi. Non riesco a far girare la moto, faccio fatica, a centro curva sono lento e non riesco a sfruttare tutta la pista, è per questo che siamo così lenti. Non posso che essere sincero e ammettere il perchè il distacco è così alto, speriamo vada meglio in Qatar”
Valentino non riesce a cavare il ragno dal buco, e finalmente si parla di moto e non più di spalla. Il suo recupero totale è previsto per aprile-maggio, secondo i dottori, ma il problema fisico è stato quasi completamente sotterrato da quello tecnico. Anteriore incomprensibile, telaio che non lavora come dovrebbe, posizione in sella e stile di guida totalmente differente, sono tutti elementi che complicano la vicenda. Inoltre, non siamo ancora riusciti a capire perchè la moto del rider Ducati non è cambiata di una virgola nella sostanza, ma ci si continua ad accanire sulle sospensioni e sulle quote ciclistiche. La prossima puntata, in Qatar, svelerà il mistero?
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