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martedì 10 novembre 2020

Addio SportClassic 1000...


 Mi hai accompagnato dal 2008 fino a poche settimane fa.. buon viaggio..

mercoledì 3 luglio 2019

Addio S2R1000...

Addio, dopo 6 anni insieme..

venerdì 4 maggio 2018

giovedì 3 ottobre 2013

Misano Classic Week End


TIPO DI EVENTO : Raduno
DATA: 18/10/2013 to 20/10/2013
INDIRIZZO: Via Daijiro Kato, 10
Città: Misano
NAZIONE: Italy

Dal 18 al 20 ottobre, anche Ducati ti aspetta  al Misano Classic Week End l'evento nato per celebrare il mondo delle moto d'epoca.

Misano Classic Week End è un evento organizzato in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana e rappresenterà la storia motociclistica protagonista al Misano World Circuit - Marco Simoncelli, per l'occasione accogliente meta di pellegrinaggio degli appassionati delle due ruote.

Un evento che è più di una mostra scambio: in programma infatti gare, parate, tour su strada e un paddock ricco di iniziative.

Ducati sarà presente con una esposizione id moto d'epoca direttamente dal Museo Ducati di Borgo Panigale.

Ti aspettiamo!

Per informazioni: http://www.misanocircuit.com/index.php?page=news&cod=432&lang=ita



(articolo tratto da http://www.ducati.it/)

martedì 9 aprile 2013

Monster forever


Ducati Silver Shotgun







 by RADICAL DUCATI

(tratto da http://rocket-garage.blogspot.it )

giovedì 21 marzo 2013

martedì 22 gennaio 2013

Ducati 749 General Lee




(da www.motoblog.it)

lunedì 17 dicembre 2012

Massimo Tamburini premiato con il Sigismondo d'Oro 2012


La massima onorificenza riminese, il Sigismodo d'Oro, verrà consegnata domani a Massimo Tamburini, geniale tecnico designer motociclistico durante la cerimonia dei “Saluti di Fine anno”, che quest’anno si terrà nel foyer del teatro Amintore Galli di Rimini.


 Massimo Tamburini nasce a Rimini il 28 novembre 1943 
Per passione realizza nel tempo libero la sua prima motocicletta nel 1971, costruendo una "special" sulla base di una MV Agusta 600 Turismo, quando ancora la Bimota (di cui era uno dei soci fondatori) era un'azienda che si occupava di riscaldamento e climatizzazione. Un successo – fu provata anche Angelo Bergamonti - rinnovato con la realizzazione di una nuova "special" su base Honda CB 750 Four, che lo spinsero a fondare la Bimota Meccanica con il socio Morri iniziando così a costruire una piccola serie di repliche della moto oramai conosciuta come Bimota HB1 e in seguito telai per moto da corsa che impiegavano motori giapponesi ed italiani. Negli anni '80 diventa direttore tecnico nelle corse con il Team Gallina. Nel 1985 viene ingaggiato dai fratelli Castiglioni per lavorare alla Cagiva, realizzando subito la Paso. Un omaggio al celeberrimo centauro riminese che rompeva col passato e che sottolineava il passaggio di Ducati alla nuova gestione del gruppo Cagiva. Successivamente disegna le parti meccaniche e/o grafiche di moto che hanno vinto diversi titoli del mondiale superbike come la Ducati 851, la Ducati 888 e le Ducati 916/996. Nelle cilindrate minori per Cagiva ha progettato piccoli gioielli come la Freccia C9, la Freccia C10, la Freccia C12 e la Mito. A metà anni '90, con la cessione di Ducati ad una fondo d'investimento statunitense, Claudio Castiglioni optò per il rilancio del marchio MV Agusta. La moto che stava per nascere in quel periodo dalla matita di Tamburini, che era quasi pronta con il marchio Cagiva, fu rivista pesantemente. Si passò al telaio a traliccio e l'F4 fu presentata in veste definitiva nel 1997. Sulla base dell'F4 creò una naked di grande successo e originalità come la MV Agusta Brutale. Nel dicembre 2008, con l'acquisizione del gruppo da parte di Harley-Davidson, Tamburini rassegna le dimissioni dal ruolo di amministratore delegato della Centro Ricerche Cagiva, non riconoscendosi in quell’approccio ai progetti che ha sempre contraddistinto i suoi capolavori contraddistinti dall'eccellenza, qualità assoluta e ricerca della perfezione.

mercoledì 5 settembre 2012

Record




Mark Bjorklund con la sua Ducati S4RS nella classe 1000 A-AG , quella con design libero ma senza l'uso di compressori Turbo ha battuto il record che era in vigore sin dal 1975 facendo segnare un velocità di 166,3 mph (267.6 km/h).

(da http://rocket-garage.blogspot.it/)




giovedì 9 agosto 2012

Ducati 1199 Panigale troppo rumorosa per il Giappone, ridisegnato lo scarico


All’inizio questa notizia aveva quasi dell’incredibile, tanto che pensavamo si trattasse di una burla o di un pesce d’Aprile fuori stagione, ma poi siamo andati a verificarla sul sito Ducati Japan e abbiamo dovuto arrenderci all’evidenza: per essere commercializzata in Giappone, la Ducati 1199 Panigale ha dovuto conformarsi alle severissime norme locali in tema di emissioni acustiche, e per raggiungere questo obiettivo lo scarico ha dovuto essere ridisegnato e la cover della frizione sostituita, dando alla filante creatura di Borgo Panigale le orribili sembianze che si possono osservare in queste prime immagini, prese proprio dal sito Ducati Japan.

Le immagini non sono di grande qualità - potrebbe trattarsi di semplici anticipazioni visive - ma a quanto pare nella versione giapponese del modello i due scarichi bassi della versione ‘europea’ confluiranno in un lungo silenziatore (che dovrebbe essere un Termignoni in fibra di carbonio e acciaio inox) posizionato sul lato destro della moto, danneggiandone in modo significativo la linea asciutta e slanciata. Lo stesso si può dire del nuovo carter frizione, molto più ingombrante di quello originale.

Sebbene tali modifiche ne abbiano deturpato in modo drammatico l’aspetto, questa versione rivista della 1199 Panigale ha finalmente ottenuto l’omologazione per essere essere venduta nel paese del Sol Levante, dove i primi modelli saranno disponibili negli showrooms Ducati a partire dal 29 Settembre. Quello che si sa è che il nuovo scarico aggiungerà un peso extra di 4 kg ai 164 della variante europea, e che ha richiesto una nuova mappatura sviluppata appositamente per il Giappone. Certamente la versione giapponese della Panigale è più brutta e più pesante, ma per non farsi mancare niente anche la potenza è stata limitata a soli 135 CV (contro i 195 di quella europea).




(da http://www.motoblog.it)

sabato 2 giugno 2012

2 Giugno: Festa della Repubblica


Ecco il tricolore che preferisco...

martedì 7 febbraio 2012

Miscela Classica






(da http://www.caferacerculture.net)

giovedì 26 gennaio 2012

Il museo Ducati tra i beni di interesse storico-culturale




Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali-Direzione Regionale ha conferito alla Ducati un importante riconoscimento d’interesse culturale dell’archivio storico e del Museo Ducati


Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali- Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna hanno dichiarato ufficialmente che l’archivio storico e il Museo della casa motociclistica bolognese hanno un interesse storico e culturale tale da rientrare nell’elenco dei beni archivistici situati nel territorio.

Sia l’archivio storico che il museo Ducati rispondono pienamente ai canoni degli archivi di impresa, caratterizzati da varie tipologie di documenti e prodotti, come ad esempio motori e motoveicoli, che rappresentano un documento dell’attività aziendale che, con il passare del tempo ne diventa una testimonianza storica.

L’ampio archivio costituito da documenti dell’Ufficio Tecnico Ducati e la collezione di motori e moto preziosamente custodite all’interno del Museo Ducati testimoniano e raccontano l’attività e la produzione Ducati dal 1946 ai giorni nostri, parte attiva e di grande interesse sia per la storia contemporanea locale, italiana e internazionale.

Questo importante riconoscimento conferma e premia la grande attenzione che la casa motociclistica di Borgo Panigale dedica al suo patrimonio storico-culturale, un valore aggiunto per un’ azienda icona del “made in Italy”, il cui marchio e i cui prodotti sono apprezzati e conosciuti in tutto il mondo.

La ricca testimonianza della storia di questa azienda è gestita e curata dalla Fondazione Ducati a cui fanno capo Gianluigi Mengoli, Presidente della Fondazione Ducati, e il curatore del Museo Livio Lodi che mantengono viva e sempre attualizzata la tradizione di questa casa motociclistica che contribuisce a valorizzare il territorio e la città di Bologna.

Attraverso i documenti dell’archivio storico Ducati e una visita del Museo è possibile ripercorrere i tratti più salienti del passato di questa casa motociclista.

La Ducati è da sempre indirizzata al progresso e alla passione nella ricerca, la storia parla molto del “comune sentire” che ancora oggi è forte tra i dipendenti della Ducati. Tante le tappe importanti che hanno scandito la vita di questa casa, dalla sua fondazione il 4 luglio 1926 da parte di Adriano, Bruno e Marcello Cavalieri Ducati con un inizio nella produzione di materiale radioelettrico, alla nascita dello stabilimento di Borgo Panigale luogo e carta d’identità di questa azienda, costruito nei primi anni della seconda guerra mondiale e negli stessi anni bombardato e distrutto il 12 ottobre 1944 compromettendone la produzione. E’ sopravvissuto e per volere dei fratelli Ducati ricostruito dando inizio all’era della produzione motociclistica. Il 1946 è l’anno di nascita del Cucciolo, il motore ausiliario per biciclette che ottenne un grande successo in quanto mezzo a basso costo e alla portata degli italiani colpiti dalla miseria postbellica.

La storia della Ducati passa attraverso un’altra figura importante Giuseppe Montano che ha dato origine al know how della Ducati. Dal 1952 al 1968 Montano creò le condizioni per l’ingresso di Ducati nelle competizioni sportive e intuì soluzioni tecniche per progettare moto da corsa vincenti e che soprattutto potevano essere utilizzate anche per sviluppare moto di serie. Da li si avvalse del talento dell’Ingegnere Fabio Taglioni e da qui la storia della Ducati e la carriera di questo ingegnere coincidono essendo stato l’autore di oltre 1000 progetti ma soprattutto del sistema desmodromico e del motore bicilindrico con la configurazione ad “elle”. Con Taglioni una sequenza di eventi e modelli importanti: 1954 la Ducati 100 Gran Sport nota come la Marianna, il Giro d’Italia e le gare di fondo come la Milano-Taranto, il 1956 la prima vittoria Ducati internazionale in Svezia con la 125 Gran Prix Desmo. Inoltre, le generazioni di moto da strada con la Ducati 175 e lo Scrambler nei primi anni 60 che segna l’ingresso di Ducati nel mercato nord americano. Nel 1972 la Ducati vince le “200 miglia di Imola” con la 750 Desmo e nasce anche un esemplare di serie 750 Super Sport, poi seguì la 900 Super Sport con la versione da corsa che vinse il Turist Trophy nel 1978 con Mike Hailwood® . Con la nascita della Pantah 500 nel 1979, e con l’ arrivo negli anni 80 da figure importanti Claudio e Gianfranco Castiglioni proprietari della Cagiva che acquistarono l’azienda, inizia l’ era della famiglia Superbike e del Monster. Nel 1996 fu ulteriormente venduta e venne quotata in borsa come Ducati Motor Holding spa di proprietà della Texas Pacific Group.

Ad oggi la Ducati è di proprietà della famiglia Bonomi e il bagaglio storico e culturale è sempre vivo nelle persone che appartengono a questa casa motociclistica e che grazie al costante desiderio di ricerca e la grande passione, portano alla creazione di modelli sempre più evoluti di forte riconoscimento del “Made in Italy” nel mondo come; la versatile Multistrada 1200, il rivoluzionario Diavel, e il recentissimo e avveniristico 1199 Panigale modello di punta del 2012.


(da http://www.ducati.it/news)

mercoledì 21 dicembre 2011