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mercoledì 13 febbraio 2013
mercoledì 16 maggio 2012
20 mesi di erezione per un "sellino"

Un'erezione durata ben 20 mesi: sarebbe l'effetto collaterale di un viaggio in moto di 4 ore di un un californiano a bordo di una moto Bmw...
Un'erezione durata ben 20 mesi: sembrerebbe una di quelle notizie da prendere con le pinze, ma pare sia stato tutto confermato. Sarebbe l'effetto collaterale di un viaggio in moto di 4 ore di un un californiano a bordo di una moto Bmw. Per questa ragione Herny Wolf, il protagonista della bizzarra vicenda, ha portato in causa, per disagio psicologico, la Bmw e un'azienda produttrice di sellini per motociclette, la Corbin-Pacific. Secondo Usa Today, il motociclista sostiene che il grave caso di priapismo sia la conseguenza del giro sulla sua Bmw del '93 e della sua sella "a rilievo".
Un episodio che ha dell'incredibile: sarebbe difatti il primo caso con un simile effetto collaterale. I sellini a forma a banana sono sempre stati accusati di provocare una perdita di sensibilità. La singolare causa legale è portata avanti dal legale Vernon Bradley di Sausalito: l'udienza iniziale si è tenuta pochi giorni fa alla Corte superiore di San Francisco. Si sostiene che Wolf ha continuato a soffrire di priapismo da un viaggio in moto a settembre del 2010. L'avvocato sottolinea come il signor Wolf abbia "difficoltà ad avere rapporti sessuali, e questo gli sta creando un profondo disagio emotivo". Ed avrebbe problemi anche ad eiaculare. Da qui la richiesta di risarcimento portata in tribunale: Wolf chiede un risarcimento dello stipendio perso, delle spese mediche sostenute, dello stress e dei danni generali subiti. E pensare che c'è chi pagherebbe per avere i problemi di Mr Wolf...
(da http://viaggi.libero.it/news)
Un'erezione durata ben 20 mesi: sembrerebbe una di quelle notizie da prendere con le pinze, ma pare sia stato tutto confermato. Sarebbe l'effetto collaterale di un viaggio in moto di 4 ore di un un californiano a bordo di una moto Bmw. Per questa ragione Herny Wolf, il protagonista della bizzarra vicenda, ha portato in causa, per disagio psicologico, la Bmw e un'azienda produttrice di sellini per motociclette, la Corbin-Pacific. Secondo Usa Today, il motociclista sostiene che il grave caso di priapismo sia la conseguenza del giro sulla sua Bmw del '93 e della sua sella "a rilievo".
Un episodio che ha dell'incredibile: sarebbe difatti il primo caso con un simile effetto collaterale. I sellini a forma a banana sono sempre stati accusati di provocare una perdita di sensibilità. La singolare causa legale è portata avanti dal legale Vernon Bradley di Sausalito: l'udienza iniziale si è tenuta pochi giorni fa alla Corte superiore di San Francisco. Si sostiene che Wolf ha continuato a soffrire di priapismo da un viaggio in moto a settembre del 2010. L'avvocato sottolinea come il signor Wolf abbia "difficoltà ad avere rapporti sessuali, e questo gli sta creando un profondo disagio emotivo". Ed avrebbe problemi anche ad eiaculare. Da qui la richiesta di risarcimento portata in tribunale: Wolf chiede un risarcimento dello stipendio perso, delle spese mediche sostenute, dello stress e dei danni generali subiti. E pensare che c'è chi pagherebbe per avere i problemi di Mr Wolf...
(da http://viaggi.libero.it/news)
sabato 25 febbraio 2012
mercoledì 14 dicembre 2011
BMW R80 Cafè Racer


La moto che vi presentiamo oggi non è una comune BMW. E’ la BMW R80 dell’olandese Michiel Molenaar, uno dei più grandi appassionati di Cafè Racer made in Monaco. Questa è la moto da cui per il nostro amico “tutto ha avuto origine”, la due ruote dalla quale è scattata la passione, ma soprattutto la reale dimostrazione di cosa si può fare con un piccolo budget e un sacco di ispirazione.
Il tutto parte da un modello incidentato del 1988 cui è stato sostituito il motore (di provenienza ignota) e il cambio, che nvece sappiamo derivare dalla sorella minore R65. Il sistema di scarico è “fatto-in-casa“, utilizzando la marmitta di una vecchia Virago. Il faro è di una Ural, mentre il parafango posteriore un tempo era in realtà il parafango anteriore di una Honda CX500. Altri dettagli e accessori sono stati acquistati su eBay e derivano per lo più da moto dei primi anni ‘90.
Il nuovo telaietto posteriore è addirittura stato ricavato da un portabici trovato nella spazzatura! L’unica parte veramente acquistata, è stata la strumentazione. Orientato all’iniziato verso contagiri, tachimetro e tutte le luci possibili, Michiel si è poi deciso per un più ricercato cockpit minimalista. Conoscete quel detto: “one man’s trash is another man’s treasure“? Non è necessario avere un grosso conto in banca per ingegnarsi e avere una cafè racer da esposizione.


(da www.motoblog.it)
Il tutto parte da un modello incidentato del 1988 cui è stato sostituito il motore (di provenienza ignota) e il cambio, che nvece sappiamo derivare dalla sorella minore R65. Il sistema di scarico è “fatto-in-casa“, utilizzando la marmitta di una vecchia Virago. Il faro è di una Ural, mentre il parafango posteriore un tempo era in realtà il parafango anteriore di una Honda CX500. Altri dettagli e accessori sono stati acquistati su eBay e derivano per lo più da moto dei primi anni ‘90.
Il nuovo telaietto posteriore è addirittura stato ricavato da un portabici trovato nella spazzatura! L’unica parte veramente acquistata, è stata la strumentazione. Orientato all’iniziato verso contagiri, tachimetro e tutte le luci possibili, Michiel si è poi deciso per un più ricercato cockpit minimalista. Conoscete quel detto: “one man’s trash is another man’s treasure“? Non è necessario avere un grosso conto in banca per ingegnarsi e avere una cafè racer da esposizione.


(da www.motoblog.it)
domenica 16 gennaio 2011
Il giro d'Europa. Senza ferie

(da http://viaggi.repubblica.it)
di Claudia Cucchiarato
Miquel Silvestre, spagnolo, ha attraversato il continente con la moto a modo suo. Ogni domenica, lasciava il mezzo in aeroporto e tornava a Barcellona con un volo low cost. Per ripartire di là il venerdì seguente
Si può visitare un continente intero senza smettere di andare a lavorare ogni lunedì mattina e senza spendere un patrimonio? Si possono scoprire angoli nascosti, strade provinciali, paesini e grandi città senza dover per forza aspettare l'arrivo delle agognate "ferie d'agosto"? La risposta è sì, si può: percorrendo con mezzo privato o noleggiato la distanza che separa la città scelta per l'arrivo, il venerdì, da quella della partenza, la domenica. Basta dotarsi di un po' di spirito d'avventura, una buona dose di organizzazione, una mappa dettagliata, una carta di credito per gli acquisti online e il gioco è fatto. Grazie alla proliferazione di voli lowcost che uniscono quotidianamente quasi tutte le grandi città d'Europa, oggi è possibile programmare viaggi che durano un solo weekend, ma che permettono di visitare anche due o più città nel giro di tre giorni. Bisogna però invertire il senso del concetto "volo di andata e ritorno" con quello del "volo di ritorno e andata".
Si parte la domenica sera da una città appena raggiunta con mezzo privato o noleggiato e vi si ritorna il venerdì successivo, dopo aver completato la settimana di lavoro, per ripartire alla volta della meta del seguente volo. L'idea è abbastanza semplice, ma non tanto da essere diventata una modalità di viaggio mainstream. È venuta in mente l'anno scorso a Miquel Silvestre, un notaio, scrittore e motorista globetrotter spagnolo di 42 anni, che è riuscito a diffondere la sua avventura descrivendo ogni mese i suoi viaggi nella rivista di bordo della compagnia lowcost Vueling.
Come funziona. "E' un nuovo modo di concepire il mini-viaggio del fine settimana", dice Silvestre. Dopo aver fatto il giro del mondo in moto in un anno sabbatico, descritto e illustrato in un libro recentemente pubblicato, Miquel si è sentito letteralmente ingabbiato al suo ritorno al lavoro a Barcellona. Ma non aveva più giorni di vacanza a disposizione e ha pensato di continuare a viaggiare solamente nei fine settimana, senza fermarsi mai.
L'itinerario. A fine maggio Miquel è partito con la sua moto (la ormai famosa "Jakie", un maxienduro Bmw R 1200 GS) dalla capitale catalana, un venerdì mattina. È arrivato a Zurigo la domenica successiva, fermandosi a Montpellier e a Grenoble, e visitando il parco regionale del Vercors. Ha parcheggiato "Jakie" nell'aeroporto svizzero e ha preso il suo primo volo di "andata" per Barcellona. Il venerdì successivo è tornato a Zurigo, ha percorso la Svizzera, il Liechtenstein e parte dell'Austria, per ripartire la domenica da Vienna. Il weekend seguente è stato a Budapest e Praga, e questa volta l'ha accompagnato anche la madre sessantacinquenne: "Si è comportata molto meglio di quanto mi aspettassi", raccontava nel numero di dicembre della rivista Ling.
Quando da Barcellona è ripartito in aereo alla volta di Praga aveva già accumulato qualche giorno di vacanza: ha visitato Dresda, Berlino e Hannover. Era ad Amsterdam a metà luglio, dove ha visto la sua nazionale vincere i Mondiali contro le furie arancioni. Prima della fine di settembre aveva già completato l'otto simbolico per l'Europa scendendo dall'Olanda e passando per Parigi, Monaco di Baviera, Venezia, Dubrovnik, i Balcani e l'Albania. Ha attraversato in traghetto l'Adriatico fino a Bari e continuato il tour verso la Campania, la Calabria e la Sicilia. Da Palermo ha raggiunto Tunisi via mare, per caricare infine la moto su un'altra nave diretta a Marsiglia. Si trovava a soli 500 km da Barcellona: meta finale o punto di partenza per il prossimo viaggio-lampo, dipende dai punti di vista.
Certo, Miquel ha girato tutta l'Europa in pochi mesi con la sua "Jakie", ma si può anche pensare di noleggiare una macchina, una moto o addirittura una bicicletta in ognuno dei posti scelti, se non si vuole abbandonare il mezzo di proprietà in una città sconosciuta. Quello che c'è di innegabile in questa storia è che, organizzandosi per tempo, non ci sono barriere economiche o fisiche che impediscano di percorrere un intero continente senza mancare nemmeno un giorno al lavoro. "Se si sceglie di viaggiare in moto, basta consultare le previsioni del tempo e affidarsi all'istinto", dice l'esperto. Il resto viene da solo e le sorprese durante il cammino possono essere infinite. Non solo quelle che si possono scoprire nei tragitti che uniscono le diverse città: paesaggi, persone, località ignorate dalle principali guide turistiche... Ma anche quelle che si possono scovare nei luoghi più inattesi: "Per me è stata una sorpresa scoprire quanto siano sicuri, oltre che gratuiti, i parcheggi per le moto della maggior parte degli aeroporti europei", racconta Miquel. Quello di Napoli e quello di Dubrovnik compresi.
Gli emuli. E ora ci sono un bel po' di passeggeri che, dopo aver letto i suoi racconti, hanno deciso di copiare il modello. Marta Carrasco, per esempio, catalana residente in Svizzera da qualche anno. Sta completando il giro della Spagna in moto a tappe: due città ogni fine settimana. Ha pubblicato alcune foto della sua impresa online e gli aficionados si stanno ulteriormente moltiplicando. Un altro è Bernardo Lauza, di Madrid, che ha in programma un viaggio simile per la prossima primavera e ha già iniziato a raccontare i preparativi in un blog.
di Claudia Cucchiarato
Miquel Silvestre, spagnolo, ha attraversato il continente con la moto a modo suo. Ogni domenica, lasciava il mezzo in aeroporto e tornava a Barcellona con un volo low cost. Per ripartire di là il venerdì seguente
Si può visitare un continente intero senza smettere di andare a lavorare ogni lunedì mattina e senza spendere un patrimonio? Si possono scoprire angoli nascosti, strade provinciali, paesini e grandi città senza dover per forza aspettare l'arrivo delle agognate "ferie d'agosto"? La risposta è sì, si può: percorrendo con mezzo privato o noleggiato la distanza che separa la città scelta per l'arrivo, il venerdì, da quella della partenza, la domenica. Basta dotarsi di un po' di spirito d'avventura, una buona dose di organizzazione, una mappa dettagliata, una carta di credito per gli acquisti online e il gioco è fatto. Grazie alla proliferazione di voli lowcost che uniscono quotidianamente quasi tutte le grandi città d'Europa, oggi è possibile programmare viaggi che durano un solo weekend, ma che permettono di visitare anche due o più città nel giro di tre giorni. Bisogna però invertire il senso del concetto "volo di andata e ritorno" con quello del "volo di ritorno e andata".
Si parte la domenica sera da una città appena raggiunta con mezzo privato o noleggiato e vi si ritorna il venerdì successivo, dopo aver completato la settimana di lavoro, per ripartire alla volta della meta del seguente volo. L'idea è abbastanza semplice, ma non tanto da essere diventata una modalità di viaggio mainstream. È venuta in mente l'anno scorso a Miquel Silvestre, un notaio, scrittore e motorista globetrotter spagnolo di 42 anni, che è riuscito a diffondere la sua avventura descrivendo ogni mese i suoi viaggi nella rivista di bordo della compagnia lowcost Vueling.
Come funziona. "E' un nuovo modo di concepire il mini-viaggio del fine settimana", dice Silvestre. Dopo aver fatto il giro del mondo in moto in un anno sabbatico, descritto e illustrato in un libro recentemente pubblicato, Miquel si è sentito letteralmente ingabbiato al suo ritorno al lavoro a Barcellona. Ma non aveva più giorni di vacanza a disposizione e ha pensato di continuare a viaggiare solamente nei fine settimana, senza fermarsi mai.
L'itinerario. A fine maggio Miquel è partito con la sua moto (la ormai famosa "Jakie", un maxienduro Bmw R 1200 GS) dalla capitale catalana, un venerdì mattina. È arrivato a Zurigo la domenica successiva, fermandosi a Montpellier e a Grenoble, e visitando il parco regionale del Vercors. Ha parcheggiato "Jakie" nell'aeroporto svizzero e ha preso il suo primo volo di "andata" per Barcellona. Il venerdì successivo è tornato a Zurigo, ha percorso la Svizzera, il Liechtenstein e parte dell'Austria, per ripartire la domenica da Vienna. Il weekend seguente è stato a Budapest e Praga, e questa volta l'ha accompagnato anche la madre sessantacinquenne: "Si è comportata molto meglio di quanto mi aspettassi", raccontava nel numero di dicembre della rivista Ling.
Quando da Barcellona è ripartito in aereo alla volta di Praga aveva già accumulato qualche giorno di vacanza: ha visitato Dresda, Berlino e Hannover. Era ad Amsterdam a metà luglio, dove ha visto la sua nazionale vincere i Mondiali contro le furie arancioni. Prima della fine di settembre aveva già completato l'otto simbolico per l'Europa scendendo dall'Olanda e passando per Parigi, Monaco di Baviera, Venezia, Dubrovnik, i Balcani e l'Albania. Ha attraversato in traghetto l'Adriatico fino a Bari e continuato il tour verso la Campania, la Calabria e la Sicilia. Da Palermo ha raggiunto Tunisi via mare, per caricare infine la moto su un'altra nave diretta a Marsiglia. Si trovava a soli 500 km da Barcellona: meta finale o punto di partenza per il prossimo viaggio-lampo, dipende dai punti di vista.
Certo, Miquel ha girato tutta l'Europa in pochi mesi con la sua "Jakie", ma si può anche pensare di noleggiare una macchina, una moto o addirittura una bicicletta in ognuno dei posti scelti, se non si vuole abbandonare il mezzo di proprietà in una città sconosciuta. Quello che c'è di innegabile in questa storia è che, organizzandosi per tempo, non ci sono barriere economiche o fisiche che impediscano di percorrere un intero continente senza mancare nemmeno un giorno al lavoro. "Se si sceglie di viaggiare in moto, basta consultare le previsioni del tempo e affidarsi all'istinto", dice l'esperto. Il resto viene da solo e le sorprese durante il cammino possono essere infinite. Non solo quelle che si possono scoprire nei tragitti che uniscono le diverse città: paesaggi, persone, località ignorate dalle principali guide turistiche... Ma anche quelle che si possono scovare nei luoghi più inattesi: "Per me è stata una sorpresa scoprire quanto siano sicuri, oltre che gratuiti, i parcheggi per le moto della maggior parte degli aeroporti europei", racconta Miquel. Quello di Napoli e quello di Dubrovnik compresi.
Gli emuli. E ora ci sono un bel po' di passeggeri che, dopo aver letto i suoi racconti, hanno deciso di copiare il modello. Marta Carrasco, per esempio, catalana residente in Svizzera da qualche anno. Sta completando il giro della Spagna in moto a tappe: due città ogni fine settimana. Ha pubblicato alcune foto della sua impresa online e gli aficionados si stanno ulteriormente moltiplicando. Un altro è Bernardo Lauza, di Madrid, che ha in programma un viaggio simile per la prossima primavera e ha già iniziato a raccontare i preparativi in un blog.
venerdì 26 novembre 2010
BMW R1232 - Panda Moto

Per una volta propongo una bella special teutonica, anche se è noto e risaputo il fatto che il sottoscritto non ami particolarmente la casa dell'elica... ma onore al merito, questa è davvero una moto eccezionale, sotto ogni punto di vista... e non ultimo un prezzo da record: 70.000 euro. Semplice, no..?
(articolo tratto da www.nextmoto.it)
Moto Special: BMW R1232 di Panda Moto
"Panda Moto, concessionaria francese di BMW Motorrad, ha preparato la R1232, una special che trae ispirazione dalla mitica R32, la moto che, al Salone di Berlino del 1923, ha segnato il debutto di BMW nel mondo delle due ruote.
Il preparatore della moto, Jean Luc Dupont, ha scelto di montare un moderno motore boxer BMW da 1200 cc con distribuzione a doppio albero a camme in testa su una ciclistica invece vintage tra cui spicca il telaio a doppia culla tubolare realizzato appositamente per questa moto special, come del resto la forcella a balestra, il poggiapiedi in alluminio, il serbatoio da 9,5 l e altre parti.
Molti accessori scelti per la R1232 provengono invece da moto d’epoca degli anni Venti (faro anteriore e posteriore, tromba, pompa per le gomme, parafanghi) mentre la strumentazione è doppia: sul manubrio, fatto su misura, spicca un tachimetro classico mentre il dorso del serbatoio integra indicatori di recente fattura, come del resto le frecce a LED, il giunto cardanico e il freno posteriore a disco.
Altri particolari degni di nota sono infine il radiatore dell’olio semi nascosto dai tubi del telaio e dal cannotto di sterzo, la leva per il cambio manuale posta alla sinistra del serbatoio e la cinghia di rinvio in gomma sull’anteriore.
Integrare il moderno con il classico e realizzare componenti ad hoc ha richiesto a Panda Moto ben 600 ore di lavoro e un investimento di 70000 euro per una show bike che, almeno secondo Dupont, dovrebbe però essere perfettamente funzionante tanto che si starebbe pensando di prepararne una serie limitata disponibile solo su ordinazione.
Il risultato finale è una moto dalla linea classica ma dal cuore moderno, un mezzo che richiama i tempi passati ma senza integralismi che rifiutino totalmente la tecnologia attuale."
(articolo tratto da www.nextmoto.it)
Moto Special: BMW R1232 di Panda Moto
"Panda Moto, concessionaria francese di BMW Motorrad, ha preparato la R1232, una special che trae ispirazione dalla mitica R32, la moto che, al Salone di Berlino del 1923, ha segnato il debutto di BMW nel mondo delle due ruote.
Il preparatore della moto, Jean Luc Dupont, ha scelto di montare un moderno motore boxer BMW da 1200 cc con distribuzione a doppio albero a camme in testa su una ciclistica invece vintage tra cui spicca il telaio a doppia culla tubolare realizzato appositamente per questa moto special, come del resto la forcella a balestra, il poggiapiedi in alluminio, il serbatoio da 9,5 l e altre parti.
Molti accessori scelti per la R1232 provengono invece da moto d’epoca degli anni Venti (faro anteriore e posteriore, tromba, pompa per le gomme, parafanghi) mentre la strumentazione è doppia: sul manubrio, fatto su misura, spicca un tachimetro classico mentre il dorso del serbatoio integra indicatori di recente fattura, come del resto le frecce a LED, il giunto cardanico e il freno posteriore a disco.
Altri particolari degni di nota sono infine il radiatore dell’olio semi nascosto dai tubi del telaio e dal cannotto di sterzo, la leva per il cambio manuale posta alla sinistra del serbatoio e la cinghia di rinvio in gomma sull’anteriore.
Integrare il moderno con il classico e realizzare componenti ad hoc ha richiesto a Panda Moto ben 600 ore di lavoro e un investimento di 70000 euro per una show bike che, almeno secondo Dupont, dovrebbe però essere perfettamente funzionante tanto che si starebbe pensando di prepararne una serie limitata disponibile solo su ordinazione.
Il risultato finale è una moto dalla linea classica ma dal cuore moderno, un mezzo che richiama i tempi passati ma senza integralismi che rifiutino totalmente la tecnologia attuale."
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