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martedì 1 novembre 2011

Shaw Speed ‘Flatliner’


Quando penso a una Heritage Softail, mi viene in mente un tipo che si è perso per la sua strada. Avete presente: manubri grandi, manopole a punta e fiamme sul serbatoio? Ma Steve Willis vede ciò che egli chiama, la “bellezza intrappolata all’interno”. Drettamente dal suo lab Shaw Speed & Custom nel Regno Unito, arriva la sua ultima opera, chiamata Flatliner, risorta dalle ceneri di una Heritage Softail di 1450cc a iniezione del 2006 donatagli da un cliente.

L’intento di Willis è stato quello di conservare le influenze degli anni ‘30 e ‘40 con un tocco moderno, “utilizzando materiali differenti e qualche anodizzazione“. Dopo aver smontanto interamente la moto, il motore è stato ricostruito con un kit da 1550cc. Sono poi state impiegate cover della RSD (così come la piastra) e anodizzazioni d’argento per conferirle un look più retrò. I cerchi sono originali Harley, ma provengono da altre moto: scelti per la loro profilo pulito, sono stati rilavorati e rifiniti in ottone. Il mozzo della ruota posteriore reca i colori della maglia iridata di ciclismo.

Bellissimo il parafango posteriore realizzato a mano e la molla a balestra sotto la sella artigianale. Il serbatoio è di un Harley XL1200 del 2011, personalizzato però in chiave ante-guerra. Manubrio SS&C e comandi Performance Machine. La tabella porta-numero anteriore nasconde la strumentazione digitale ed esalta il faro. L’intero sistema di cablaggio è stato revisionato e alleggerito.



(da www.motoblog.it)

mercoledì 14 settembre 2011

Guzzi Black Jack

Dalle mani e dalla testa del guru Moto Guzzi per eccellenza, Filippo Barbacane, è finalmente arrivata l’ultima creatura, ‘Black Jack‘. Semplice e sobria nei colori argento e nero, si basa sul modello 1000 SP, tourer prodotto tra il 1977 e il 1985. Barbacane ha rivisitato la moto con la sua ormai nota cura dei dettagli, creando un risultato elegante, sfruttabile e veloce. All’anteriore troviamo forcelle Marzocchi da 45 mm e ammortizzatori Bitubo al posteriore. Il telaio è rinforzato per rafforzare la maneggevolezza, e un nuovo impianto frenante Brembo è stato dotato di dischi da 320. Serbatoio, fianchetti, albero e parafanghi sono invece tutte creazioni ad hoc delle Officine RossoPuro. Ma perchè in Guzzi non si decidono a cimentarsi in questo filone (V7 Classic docet), invece di muovere guerra alla BMW?

(da www.motoblog.it)

martedì 16 agosto 2011

Yamaha Virago Classified Moto


Virago Custom firmata Classified Moto

A sentir molti, la Virago è ricordata come una custom molto goffa che ha fatto il suo tempo. Ma John Ryland della Classified Moto la pensa diversamente: a tal punto da realizzare una special bellissima sulla base di un omonimo modello 750cc del 1982. Il suo capolavoro è stato realizzato con l’aiuto e le indicazioni del cliente Bob Ranew, innamoratissimo delle rivisitazioni di John. Il primo passo è stato la scelta del motore, prontamente sostituito con un 920 R.

Ma il lavoro più “sporco” ha riguardato il forcellone, ora allungato e alleggerito, che si integra perfettamente nel nuovo telaio disegnato fra le due ruote. Dopo questa prima “odissea”, la sfida ha poi riguardato soprattutto la verniciatura del serbatoio, effetivamente di grande impatto. E da perfetti maniaci quali sono, l’hanno realizzato con metallo spazzolato a vista, che al tempo stesso desse l’idea di “vissuto”.

La forcella è ricavata da una Yamaha YZF R6 del 2009 (con un albero modificato e nuovi cuscinetti), così come per la sospensione posteriore, mutuata dal medesimo modello. Il look è in tipico stile Classified Moto: con meccanica cruda, parafanghi assenti, coda libera e scarico artigianale. Accorciata e modificata per fondersi al telaio XV, farà sicuramente parlare di sè tra gli appassionati del settore.


(articolo tratto da http://www.motoblog.it)

giovedì 19 maggio 2011

XS750: Spirit of the Seventies



C’è un nome nuovo nel vasto panorama del custom: si chiama Spirit of the Seventies, azienda fondata da Tim Rogers e dal designer grafico Kev Taggart, amici di vecchia data che condividono la passione per le moto e per tutti gli oggetti ben progettati. Il loro obiettivo è semplice: costruire moto che sono “nostalgiche, di carattere, e sofisticate”. Questa in foto è il loro terzo prototipo, anche se il suo nome è Spirit II, ma soprattutto è la moto personale di Tim, l’amministratore delegato. Costruita dal meccanico Martin Taylor, è basata su una Yamaha XS750 del 1979, una moto originariamente concepita per il turismo.

Il telaio è stato ripulito e riverniciato a polvere, mentre la carrozzeria realizzata su misura, interamente in fibra di carbonio con selleria in pelle. Il motore è stato sostituito da un XS850 Yamaha e dotato di filtri K&N, e scarichi rivestiti in ceramica della Gibson. Sull’anteriore sono state montate delle ruote da 18″ per migliorare la posizione di guida della moto. L’impianto frenante è invece un ibrido di Yamaha R6 e componenti della FZR400. Il risultato è profilo filante, con uno stile retrò dal forte impatto grafico e la promessa di una guida molto divertente. Segnatevi il nome “Spirit of the Seventies”: ne sentiremo ancora parlare!


(articolo tratto da www.motoblog.it)

domenica 8 maggio 2011

Triumph Shorty 2011




(da www.motoblog.it)

Mr.Martini presenta la Shorty 2011

Mr Martini, Nicola Martini all’anagrafe, è un appassionato del british style anni ‘50, dalla musica dei Beatles alle moto che popolavano quel periodo, le cafè racer e special. Tanto da trasformare la sua passione in lavoro: così Nicola Martini ha dato vita a Mr Martini, atelier veronese dove nascono veri è propri gioielli su due ruote caratterizzati da uno stile unico, partendo dalla base di una Triumph, icone del motociclismo britannico.

Ma il vero tempio si chiama “Special”, un laboratorio di idee e di progetti su due ruote all’interno di un vecchio edificio in stile Liberty di fronte alla storica concessionaria Triumph, uno spazio dedicato ai sogni delle persone ed alla fantasia di Nicola Martini. Le sue creazioni sono uniche, come lo stile delle persone che le posseggono: si rivolgono a lui per modificare la proprio moto oppure è lo stesso Mr Martini che lavora di fantasia.

L’ultima nata si chiama Shorty nasce in questo inverno sulla base di una Bonneville del 2006. Dell’originale sono stati sostituiti il forcellone (in alluminio) e cambiata la rapportatura finale. Sono state introdotte delle piastre di sterzo artigianali ed un manubrio piu largo e basso. I cerchi in lega a 7 razze sono stai invece derivati da una New Bonneville EFI. Lo scarico completo è uno Zard, modificato nella parte terminale, più corto e sempre omologato.

I filtri aria sono stati costruiti su base BMC e naturalmente è stata adeguata la miscelazione alla carburazione. Il serbatoio deriva da una Yamaha MX degli anni ‘70, mentre la sella è completamente artigianale foderata con un giubbotto in pelle sempre di quegli anni. E’ stata poi accorciata nel telaio posteriore e motato un parafango in alluminio. Completano il quadro i pneumatici Dunlop Sportmax Mutant da 17″ e gli ammortizzatori posteriori Bitubo. La moto sarà anche equipaggiata con fari e freno anteriore per l’utilizzo stradale.

La storia di Nicola è nota a quasi tutti ma pochi sanno, in realtà, che è un visionario, uno che guarda sempre avanti, capace di vedere la vita a modo suo. Mr Martini guarda al passato non dimenticando il futuro. Da qui nasce l’idea di creare un marchio identificativo non solo di motociclette costruite con il talento, ma di un modo di essere, alla ricerca dell’estremo e dell’effetto.

Nel momento in cui si entra nello showroom innanzi alla concessionaria, si comprende appieno lo spirito che muove Nicola. Ma Mr. Martini non è sinonimo solo di arte ma anche espressione di una solida azienda in grado di soddisfare le esigenze di tutti i motociclisti che vogliono una mezzo unico, sia di quanti vi si rivolgano solo per pochi accessori, interventi di routine o semplici tagliandi. A loro Nicola mette indistintamente a disposizione di tutti il suo ingegno.

martedì 29 marzo 2011

Radical Ducati 9 e mezzo






(da www.motoblog.it)

Non lasciatevi trarre in inganno dal titolo: la moto si chiama proprio così e non si tratta di un giudizio o di un test. Forse il voto vero e proprio se lo è dato lo stesso Pepo Rosell, patron della spagnola Radical Ducati, con questa 9 e mezzo chiaramente ispirata alle Ducati Racing anni ‘70, come la monocilindrica 450 cc. L’ alchimista iberico infatti ha ben saputo miscelare i diversi ingredienti, tutti rigorosamente made in Borgo Panigale.

La base di partenza è il telaio di un M900 del ‘97, modificato nella parte terminale per consentire l’alloggiamento del codino seventies’ style. Dello stesso modello, anche il forcellone monobraccio che, si lega al cerchio a tre razze della prima 916. Entrambi i freni a disco sono affidati all’eccellenza della nostrana Brembo. I collettori sono della tedesca Wolfman e terminano con i due bellissimi Magaphones sovrapposti della Laser.

Completano il look il parafango anteriore modificato dalla MT-03, pedane racing SP, i semimanubri, il serbatoio della 999 e la caratteristica sella monoposto presa in prestito da un’altra perla della stessa Radical: la RAD 02 Cafè Racer. Il rosso del telaio ben si sposa con il bianco delle carene sui cui spicca la tabella portanumero corsaiola.

venerdì 29 ottobre 2010

Per principio di rivalità: Triumph Rivale




Ecco un'altra bella special, creata su base Triumph Bonneville T 100, che ho trovato girando in rete.. ma chissà che prezzo.. anche se forse ne varrebbe veramente la pena...

(da www.motoblog.it)

Una Bonneville che diventa "Rivale" per Roberto Rossi
pubblicato: venerdì 29 ottobre 2010 da Nico Condorelli

La storia di questa moto ha il sapore di altri tempi. Per realizzarla il suo creatore, l’artista mantovano Roberto Rossi, ha impiegato passione, conoscenza, lunghi studi. E ancora viaggi alla ricerca di rarità, scovate tra le pieghe del passato, rintracciate con il fiuto dell’ispirazione in improbabili botteghe d’oltremare che spesso custodiscono insospettati tesori. Il risultato è la Rivale: un pezzo unico, un’opera d’arte su due ruote il cui nome è stato scelto per sottolineare un “principio di rivalità” in un mercato culturalmente più superficiale.

La Rivale nasce da una Triumph Bonneville T100, dall’aria un po’ vissuta, rugged, e con una strizzatina d’occhio al mondo scrambler. Nella sua ciclistica spartana, nella sella e nei particolari si respira una nota romantica: questa moto infatti, vuole essere anche una “rivalutazione” fisica di un usato e gli interventi di Rossi, come i cerchi CMR verniciati nero polvere e il parafango in ferro battuto a mano, dimostrano che le cose autentiche, come l’emozione del vento in faccia, non hanno per forza bisogno di essere nuove di pacca, bensì di essere apprezzate, ogni volta come se fosse la prima.

L’intento ricercato con questa Rivale è stato quello di combinare l’autenticità e la storia, con la modernità, l’immagine old-style ad un utilizzo moderno e quotidiano. Il telaio tagliato, il serbatoio vintage: chiare ispirazioni ai modelli anni ‘70, come il disegno del parafango posteriore, che richiama quello della Laverda Chott.

E’ il padre di Roberto, appassionato collezionista d’epoca, ad iniziarlo all’approfondita conoscenza della storia del design automobilistico e motociclistico. La sua prima creatura vede la luce nel 1995 quando, con la sorella Giovanna, apre in una cascina la concessionaria Harley-Davidson Numero Uno Mantova. Qui inizia parallelamente a creare esemplari unici con perizia e gusto quasi sartoriale: sceglie personalmente ogni minimo dettaglio, stringendo una profonda sintonia con ciascuno dei suoi clienti. Oggi Roberto Rossi è unanimemente considerato come uno dei più stimati preparatori di moto a livello mondiale e le e sue creazioni, sovente esposte in kermesse italiane e internazionali, si distinguono per stile ed esclusività.