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giovedì 1 febbraio 2018
giovedì 23 ottobre 2014
martedì 15 ottobre 2013
Un gran bel gesto...
Pur non essendo io particolarmente fan di Valentino Rossi, quello che ha fatto domenica scorsa alla fine della gara di MotoGp di Sepang (pista dove avvenne l'incidente tragico del SIC nel 2011..) rimane comunque un gran bel gesto.. complimenti! E sempre grande SIC58..!
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giovedì 6 dicembre 2012
Coriano si prepara a ricordare Sic
L’8 dicembre si avvicina e Coriano si sta preparando a una giornata di festa in perfetto stile ‘Sic’ senza troppi sfarzi, ma con la giusta attenzione affinché tutto si svolga ‘con un filo di gas’.
In settimana si è tenuto un tavolo tecnico con le Autorità e le
Forze dell’ordine per organizzare al meglio la gestione della viabilità
durante la giornata di sabato. Saranno chiuse alcune strade e
imposti sensi unici di marcia per gestire al meglio il notevole afflusso
dei tifosi attesi in giornata. Inoltre, sul sito del Comune di Coriano sono già disponibili le mappe per la viabilità relative alla manifestazione.
La giornata avrà inizio alle ore 10,30 con
l’inaugurazione dell’opera ‘Il Podio del Sic’ realizzata
dall’Associazione 58boys, su progetto degli architetti Alice Bianchi e
Daniele Montanari, a seguire alle 11.30 ci sarà il taglio del nastro
della galleria museale ‘La Storia del Sic’ composta da tre sale
tematiche al primo piano del Palazzo della Cultura situato al centro del
paese.
La galleria racconterà la vita di Marco offrendo un modo per conoscerlo fino in fondo,
andando oltre alle immagini che siamo abituati a vedere. All’interno
delle sale saranno conservati veri e propri cimeli, pezzi unici e
ambientazioni fedeli alle originali come la prima tuta da gara del Sic e
persino il box originale ricostruito fedelmente dal Team San Carlo
Honda Gresini. All’interno di una delle sale sarà inoltre esposto il
quadro dedicato al Sic e realizzato dal graffitaro riminese Davide
Salvadei in arte Eron.
L’idea di ospitare all’interno del Palazzo della Cultura il ‘mondo
delle due ruote’ permette di poter coniugare allo stesso tempo due
realtà sostanzialmente differenti: la Cultura e lo Sport. L’essenza di
questo mix si potrà cogliere negli scatti fotografici realizzati dai più grandi fotografi nei circuiti di tutto il mondo, capitanati da Gigi Soldano, che saranno visibili lungo il percorso che dall’ingresso del Palazzo della Cultura porta alle sale dedicate a Marco.
“La giornata di sabato 8 dicembre – ha dichiarato l’Assessore allo Sport e al Turismo, Jari Forte - è
attesa da tempo e con trepidazione da parte di migliaia di persone che
sentono particolarmente vicino la presenza di Marco e che vogliono in
tal modo ricordarlo sempre a suo modo: facendo un gran casino. Dal paese
di Marco a raccontare al mondo l’evento, ci saranno anche tantissimi
giornalisti di testate nazionali e locali, sarà per Coriano e per tutti
una splendida giornata da non dimenticare”.
Nel corso della giornata l’ingresso alla galleria dedicata al Sic
sarà gratuito; da domenica 9 dicembre la galleria resterà ufficialmente
aperta al pubblico tutti i giorni escluso il lunedì.
(da http://www.gpone.com)
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lunedì 11 giugno 2012
Il Misano World Circuit lega il suo nome a Marco Simoncelli

Questa mattina (09.06.2012) al Misano World Circuit è stato presentato il marchio che associa l’impianto romagnolo a Marco Simoncelli. La presentazione è avvenuta nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Paolo Simoncelli, padre del Sic.
E’ stato affidato ad Aldo Drudi, noto designer e protagonista delle grafiche sportive di tanti grandi campioni del motociclismo, il compito di individuare una immagine efficace. L’estro del designer è il risultato attuale, che vede il tradizionale marchio MWC Misano World Circuit insieme al nome Marco Simoncelli, con la ‘doppia elle’ a richiamare le bande rosse del casco utilizzato dal Sic. Da oggi l’impianto si chiamerà quindi ‘Misano World Circuit Marco Simoncelli‘.
(da motoblog.it)
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venerdì 2 dicembre 2011
A Coriano un monumento per Marco Simoncelli

A un mese e qualche giorno dalla scomparsa di Marco Simoncelli il comune di Coriano scrive in una nota di voler “mantenere vivo il ricordo del grande campione di motociclismo Marco, tragicamente scomparso domenica 23 ottobre durante il Gran Premio della Malesia, dedicandogli un monumento commemorativo che possa essere il punto di riferimento per tutti coloro che vorranno deporre un fiore o lasciare un pensiero in sua memoria.”
Nascerà così nel paese natale del Sic una statua in suo onore, da un lato perchè il paese deve tanto a quella chioma infinita, da un altro perchè il pellegrinaggio dei tifosi non accenna a diminuire, e c’è bisogno di radunare le persone in un unico posto lasciando la scalinata libera, quella scalinata che tutta l’Italia ha visto e che ha dato l’ultimo saluto al campione.
“Dato che dal giorno della sua scomparsa la scalinata che collega la chiesa parrocchiale alla via Garibaldi è divenuta di fatto il simbolo del suo ricordo, in quanto è oggetto di deposito quotidiano di fiori e biglietti dedicati a Marco, l’Amministrazione comunale ha individuato un’area sul lato sinistro della prima rampa di scale quale luogo in cui posizionare il monumento che sarà un segno tangibile dell’affetto dimostratogli dai suoi tifosi e da tutti i corianesi”. Oltre al monumento, è stato deciso di intitolare il Palazzetto dello Sport di Coriano allo stesso Simoncelli.
(http://www.motoblog.it)
Nascerà così nel paese natale del Sic una statua in suo onore, da un lato perchè il paese deve tanto a quella chioma infinita, da un altro perchè il pellegrinaggio dei tifosi non accenna a diminuire, e c’è bisogno di radunare le persone in un unico posto lasciando la scalinata libera, quella scalinata che tutta l’Italia ha visto e che ha dato l’ultimo saluto al campione.
“Dato che dal giorno della sua scomparsa la scalinata che collega la chiesa parrocchiale alla via Garibaldi è divenuta di fatto il simbolo del suo ricordo, in quanto è oggetto di deposito quotidiano di fiori e biglietti dedicati a Marco, l’Amministrazione comunale ha individuato un’area sul lato sinistro della prima rampa di scale quale luogo in cui posizionare il monumento che sarà un segno tangibile dell’affetto dimostratogli dai suoi tifosi e da tutti i corianesi”. Oltre al monumento, è stato deciso di intitolare il Palazzetto dello Sport di Coriano allo stesso Simoncelli.
(http://www.motoblog.it)
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Il Palazzetto dello sport di Coriano intitolato a Marco Simoncelli

E' ufficiale: il Comune di Coriano è stato autorizzato dalla prefettura a intitolare a Marco Simoncelli il palazzetto dello sport che si trova nel centro sportivo di via Piane.
CORIANO | 30 novembre 2011
Il Comune è stato ufficialmente autorizzato all'intitolazione dopo un iter burocratico a tempo di record a poco più di un mese dalla tragedia di Sepang in Malesia dello scorso 23 ottobre.
La prefettura si è avvalsa di una deroga alla legge in materia, che prevede normalmente l'intitolazione dei luoghi aperti al pubblico a persone decedute da almeno dieci anni: la deroga è prevista in casi eccezionali, quando si tratti – si legge nella nota ufficiale – "di persone che hanno benemeritato della nazione". Da oggi, dunque, il palazzetto di Coriano non si chiamerà più Daniele Grandi, ma Marco Simoncelli.
Il Comunicato della prefettura:
Sarà intitolato a Marco Simoncelli il Palazzetto dello Sport di Coriano ubicato all’interno del Centro Sportivo “Daniele Grandi” di Via Piane.
Reca il n°11784 il provvedimento con il quale la Prefettura ha autorizzato il Comune di Coriano ad intitolare al grande campione di motociclismo, recentemente e tragicamente scomparso, il Palazzetto dello Sport della cittadina in cui abitava e ove tuttora risiede la famiglia.
Particolarmente rapido, in risposta anche alle attese di un diffuso e comune “sentire”, l’iter istruttorio, portato a compimento dall’Ufficio Territoriale del Governo, avviato non appena ricevuta l’istanza del Comune di Coriano che lo ha proposto nel ricordo del lutto “che ha colpito la nostra comunità”, della “risonanza internazionale sia nell’ambiente sportivo che tra i concittadini”, della “attiva partecipazione di tanti…segno della profonda stima e rispetto nei confronti di Simoncelli” e ritenendo, con tale gesto, di “rendere vivo il ricordo” del campione.
Risale al 1927, precisamente la n°1188 del 23 giugno, la legge che attribuisce ai Prefetti la facoltà di autorizzare l’intitolazione di luoghi pubblici e di monumenti, “udito il parere della regia deputazione di storia patria”.
Parere regolarmente acquisito dalla Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, unitamente al “nulla osta per quanto di competenza” della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini.
In considerazione della caratura internazionale unanimemente riconosciuta e della incontrovertibile notorietà della persona, è stata altresì derogata la norma citata nella parte in cui prevede che “nessun monumento, lapide o altro ricordo permanente può essere dedicato in luogo pubblico o aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni”.
Facoltà di deroga che la legge consente “in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione” e di cui la Prefettura si è avvalsa.
Cittadini corianesi e sportivi in genere varcheranno dunque ben presto l’ingresso del Palazzetto dello Sport “Marco Simoncelli”, uomo che all’attività sportiva ha dedicato un’intera esistenza e che, attraverso i valori che allo sport si associano, ha saputo proporsi da protagonista ben oltre i confini della “sua” Romagna.
(da http://www.newsrimini.it)
CORIANO | 30 novembre 2011
Il Comune è stato ufficialmente autorizzato all'intitolazione dopo un iter burocratico a tempo di record a poco più di un mese dalla tragedia di Sepang in Malesia dello scorso 23 ottobre.
La prefettura si è avvalsa di una deroga alla legge in materia, che prevede normalmente l'intitolazione dei luoghi aperti al pubblico a persone decedute da almeno dieci anni: la deroga è prevista in casi eccezionali, quando si tratti – si legge nella nota ufficiale – "di persone che hanno benemeritato della nazione". Da oggi, dunque, il palazzetto di Coriano non si chiamerà più Daniele Grandi, ma Marco Simoncelli.
Il Comunicato della prefettura:
Sarà intitolato a Marco Simoncelli il Palazzetto dello Sport di Coriano ubicato all’interno del Centro Sportivo “Daniele Grandi” di Via Piane.
Reca il n°11784 il provvedimento con il quale la Prefettura ha autorizzato il Comune di Coriano ad intitolare al grande campione di motociclismo, recentemente e tragicamente scomparso, il Palazzetto dello Sport della cittadina in cui abitava e ove tuttora risiede la famiglia.
Particolarmente rapido, in risposta anche alle attese di un diffuso e comune “sentire”, l’iter istruttorio, portato a compimento dall’Ufficio Territoriale del Governo, avviato non appena ricevuta l’istanza del Comune di Coriano che lo ha proposto nel ricordo del lutto “che ha colpito la nostra comunità”, della “risonanza internazionale sia nell’ambiente sportivo che tra i concittadini”, della “attiva partecipazione di tanti…segno della profonda stima e rispetto nei confronti di Simoncelli” e ritenendo, con tale gesto, di “rendere vivo il ricordo” del campione.
Risale al 1927, precisamente la n°1188 del 23 giugno, la legge che attribuisce ai Prefetti la facoltà di autorizzare l’intitolazione di luoghi pubblici e di monumenti, “udito il parere della regia deputazione di storia patria”.
Parere regolarmente acquisito dalla Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna, unitamente al “nulla osta per quanto di competenza” della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini.
In considerazione della caratura internazionale unanimemente riconosciuta e della incontrovertibile notorietà della persona, è stata altresì derogata la norma citata nella parte in cui prevede che “nessun monumento, lapide o altro ricordo permanente può essere dedicato in luogo pubblico o aperto al pubblico, a persone che non siano decedute da almeno dieci anni”.
Facoltà di deroga che la legge consente “in casi eccezionali, quando si tratti di persone che abbiano benemeritato della nazione” e di cui la Prefettura si è avvalsa.
Cittadini corianesi e sportivi in genere varcheranno dunque ben presto l’ingresso del Palazzetto dello Sport “Marco Simoncelli”, uomo che all’attività sportiva ha dedicato un’intera esistenza e che, attraverso i valori che allo sport si associano, ha saputo proporsi da protagonista ben oltre i confini della “sua” Romagna.
(da http://www.newsrimini.it)
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domenica 6 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
giovedì 3 novembre 2011
Misano, circuito dedicato a Sic



La pista sarà dedicata a Marco Simoncelli: lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa che ha assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome del pilota per iniziative commerciali. I piloti, in Spagna per l'ultima gara stagionale, sono ancora scossi
Il circuito di Misano sarà intitolato a Marco Simoncelli. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa, al completo. Riunitosi ieri sera, infatti, ha deciso all'unanimità di accogliere la proposta di associare il nome del proprio impianto di Misano alla figura di Marco Simoncelli. "Lo dobbiamo alla memoria di Sic - ha dichiarato Luca Colaiacovo - alla sua famiglia, alle centinaia di migliaia di fan che ne ammiravano il coraggio e l'umanità, alle tante personalità del mondo sportivo e dei media che si erano fatti interpreti di questo vero e proprio moto popolare, spontaneo e commovente. Siamo quindi felici e orgogliosi di associare l'impianto di Misano a Marco Simoncelli, un fuoriclasse nello sport e nella vita".
famiglia — "Nelle prossime ore - ha proseguito Colaiacovo - incontrerò la famiglia per annunciare la nostra decisione e per ringraziarla sia della disponibilità nei nostri confronti che dell'amore che ha saputo comunicare a tutti noi in questo momento terribile. Dirò loro che Marco continuerà a stare con noi per sempre, anche grazie alle iniziative che insieme assumeremo nei prossimi mesi". "Infatti da oggi - ha concluso - comincerà un lavoro che dovrà declinare la decisione assunta in iniziative concrete; un lavoro che vogliamo condurre insieme alla famiglia Simoncelli e alla neonata Fondazione intestata al pilota e che vogliamo sia il più possibile partecipato e ampio, coinvolgendo fan club e appassionati". Il Cda della Santamonica spa ha fin d'ora assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome di Simoncelli per iniziative di marketing e commerciali relative al brand Misano Word Circuit.
il casco di vale — Intanto Valentino Rossi ha confermato che correrà con un casco speciale per ricordare l'amico Sic. Lo userà sabato e domenica, top secret per ora il disegno scelto.
SPAESATI — Nella sala conferenze stampa del circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ospiterà l'ultima gara del 2011, l'atmosfera è mesta. Irreali le facce dei piloti che sono davanti al solito plotone di giornalisti e fotografi. Lo choc dovuto alla morte di Marco Simoncelli continua a quasi due settimane dalla Malesia. Il neo campione del mondo Casey Stoner è ancora attonito. "Il nostro sport è così - ha detto Stoner - pericoloso, ma non ci aspettavamo quello che è successo. Ora dobbiamo correre perchè è quello che facciamo e dobbiamo farlo anche per chi non c'è più". Tutti vogliono correre. Uno degli acerrimi rivali di Marco ai tempi della 250, Alvaro Bautista, è categorico: "Dobbiamo farlo per Marco - ha detto con un velo di commozione - la sua mancanza è enorme ma lui vorrebbe così". Anche Loris Capirossi, che in conferenza aveva al braccio una fascia nera con sopra il 58 e che in gara correrà con il numero del Sic, non ha dubbi: "Correre è l'unica soluzione".
INSPIEGABILE — Quello che non è spiegabile, invece, è 'incidente di Marco Simoncelli. "Marco - ha detto con gli occhi umidi Valentino Rossi - è rientrato in pista con una traiettoria strana. È stato come in strada quando uno non rispetta uno stop e ti viene addosso. A Sepang è successa la stessa cosa. Io sono stato anche fortunato perchè a differenza di Colin Edwards l'ho preso marginalmente e non sono caduto. Simoncelli era un pilota molto più grande degli altri e usava molto il suo corpo per guidare la moto, così come lo usava nei duelli con gli altri piloti. Anche in quell'occasione Marco ha provato a non cadere usando il corpo, che in quel momento è come fosse diventato una terza ruota, che lo ha riportato in pista. Mi ha fatto molto piacere tutto l'affetto che è arrivato a Marco e alla famiglia Simoncelli in questi giorni difficili. Io ho fatto di tutto per rimanere accanto a loro, a Paolo a Rossella e alla sorella di Marco, Martina. Io mi voglio ricordare di lui quando andavamo a girare alla cava, dove facevamo dei duelli all'ultimo sangue e anche quando ci faceva morire dalle risate per le stupidaggini che diceva quando scherzava". Difficile cercare di tornare alla normalità: "Sono tornato in sella alla cava, per vedere che effetto mi avrebbe fatto. È andata bene. Noi piloti siamo cresciuti sulle moto e per questo quando ci andiamo stiamo bene. Ma forse sulla moto da corsa sarà un'altra cosa".
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
Il circuito di Misano sarà intitolato a Marco Simoncelli. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione della Santamonica Spa, al completo. Riunitosi ieri sera, infatti, ha deciso all'unanimità di accogliere la proposta di associare il nome del proprio impianto di Misano alla figura di Marco Simoncelli. "Lo dobbiamo alla memoria di Sic - ha dichiarato Luca Colaiacovo - alla sua famiglia, alle centinaia di migliaia di fan che ne ammiravano il coraggio e l'umanità, alle tante personalità del mondo sportivo e dei media che si erano fatti interpreti di questo vero e proprio moto popolare, spontaneo e commovente. Siamo quindi felici e orgogliosi di associare l'impianto di Misano a Marco Simoncelli, un fuoriclasse nello sport e nella vita".
famiglia — "Nelle prossime ore - ha proseguito Colaiacovo - incontrerò la famiglia per annunciare la nostra decisione e per ringraziarla sia della disponibilità nei nostri confronti che dell'amore che ha saputo comunicare a tutti noi in questo momento terribile. Dirò loro che Marco continuerà a stare con noi per sempre, anche grazie alle iniziative che insieme assumeremo nei prossimi mesi". "Infatti da oggi - ha concluso - comincerà un lavoro che dovrà declinare la decisione assunta in iniziative concrete; un lavoro che vogliamo condurre insieme alla famiglia Simoncelli e alla neonata Fondazione intestata al pilota e che vogliamo sia il più possibile partecipato e ampio, coinvolgendo fan club e appassionati". Il Cda della Santamonica spa ha fin d'ora assunto l'impegno di non utilizzare in alcun modo il nome di Simoncelli per iniziative di marketing e commerciali relative al brand Misano Word Circuit.
il casco di vale — Intanto Valentino Rossi ha confermato che correrà con un casco speciale per ricordare l'amico Sic. Lo userà sabato e domenica, top secret per ora il disegno scelto.
SPAESATI — Nella sala conferenze stampa del circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ospiterà l'ultima gara del 2011, l'atmosfera è mesta. Irreali le facce dei piloti che sono davanti al solito plotone di giornalisti e fotografi. Lo choc dovuto alla morte di Marco Simoncelli continua a quasi due settimane dalla Malesia. Il neo campione del mondo Casey Stoner è ancora attonito. "Il nostro sport è così - ha detto Stoner - pericoloso, ma non ci aspettavamo quello che è successo. Ora dobbiamo correre perchè è quello che facciamo e dobbiamo farlo anche per chi non c'è più". Tutti vogliono correre. Uno degli acerrimi rivali di Marco ai tempi della 250, Alvaro Bautista, è categorico: "Dobbiamo farlo per Marco - ha detto con un velo di commozione - la sua mancanza è enorme ma lui vorrebbe così". Anche Loris Capirossi, che in conferenza aveva al braccio una fascia nera con sopra il 58 e che in gara correrà con il numero del Sic, non ha dubbi: "Correre è l'unica soluzione".
INSPIEGABILE — Quello che non è spiegabile, invece, è 'incidente di Marco Simoncelli. "Marco - ha detto con gli occhi umidi Valentino Rossi - è rientrato in pista con una traiettoria strana. È stato come in strada quando uno non rispetta uno stop e ti viene addosso. A Sepang è successa la stessa cosa. Io sono stato anche fortunato perchè a differenza di Colin Edwards l'ho preso marginalmente e non sono caduto. Simoncelli era un pilota molto più grande degli altri e usava molto il suo corpo per guidare la moto, così come lo usava nei duelli con gli altri piloti. Anche in quell'occasione Marco ha provato a non cadere usando il corpo, che in quel momento è come fosse diventato una terza ruota, che lo ha riportato in pista. Mi ha fatto molto piacere tutto l'affetto che è arrivato a Marco e alla famiglia Simoncelli in questi giorni difficili. Io ho fatto di tutto per rimanere accanto a loro, a Paolo a Rossella e alla sorella di Marco, Martina. Io mi voglio ricordare di lui quando andavamo a girare alla cava, dove facevamo dei duelli all'ultimo sangue e anche quando ci faceva morire dalle risate per le stupidaggini che diceva quando scherzava". Difficile cercare di tornare alla normalità: "Sono tornato in sella alla cava, per vedere che effetto mi avrebbe fatto. È andata bene. Noi piloti siamo cresciuti sulle moto e per questo quando ci andiamo stiamo bene. Ma forse sulla moto da corsa sarà un'altra cosa".
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
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lunedì 31 ottobre 2011
Paolo Simoncelli: "Un minuto di casino per ricordare Marco"

Oltre alle molteplici immagini create dagli appassionati riguardanti la moto e la tuta che dovrebbe portare in pista Valentino Rossi per ricordare Marco Simoncelli scomparso tragicamente a Sepang domenica scorsa, Paolo Simoncelli, padre del Sic, torna a parlare e fa una richiesta per la gara di Valencia.
Anziché un minuto di silenzio, come si fa di solito in questi casi per ricordare uno scomparso, al Gran Premio di Valencia in programma tra una settimana
“vorrei venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme. E’ arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco - racconta Paolo - piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso”.
Una richiesta, forse insolita, ma in linea con lo stile di Super Sic.
Paolo Simoncelli non nasconde inoltre la gioia sull’eventualità che il circuito di Misano venga intitolato al figlio:
“Sarebbe un regalo immenso; a lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso e se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perché i tifosi possano rendergli omaggio. Marco l’ho portato con me a casa lui è a casa con noi e ogni tanto me lo stringo forte”.
(da www.motoblog.it)
Inoltre...
Il famoso writer riminese Michele “Enko” Costa ha voluto dedicare un graffito a Marco Simoncelli. Il graffito lungo ben 11 metri è stato fatto a Riccione in un luogo molto trafficato e rappresenta il volto del 24enne pilota di Coriano e il suo numero da gara, il 58 su uno sfondo che riprende i colori del suo casco.
(N.B. : il graffito è tutt'ora in fase di lavorazione e ampliamento...)


Anziché un minuto di silenzio, come si fa di solito in questi casi per ricordare uno scomparso, al Gran Premio di Valencia in programma tra una settimana
“vorrei venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme. E’ arrivata gente da tutta Italia e dall’estero per salutare Marco - racconta Paolo - piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso”.
Una richiesta, forse insolita, ma in linea con lo stile di Super Sic.
Paolo Simoncelli non nasconde inoltre la gioia sull’eventualità che il circuito di Misano venga intitolato al figlio:
“Sarebbe un regalo immenso; a lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso e se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perché i tifosi possano rendergli omaggio. Marco l’ho portato con me a casa lui è a casa con noi e ogni tanto me lo stringo forte”.
(da www.motoblog.it)
Inoltre...
Enko omaggia il Sic con un graffito di 11 metri
Il famoso writer riminese Michele “Enko” Costa ha voluto dedicare un graffito a Marco Simoncelli. Il graffito lungo ben 11 metri è stato fatto a Riccione in un luogo molto trafficato e rappresenta il volto del 24enne pilota di Coriano e il suo numero da gara, il 58 su uno sfondo che riprende i colori del suo casco.
(N.B. : il graffito è tutt'ora in fase di lavorazione e ampliamento...)
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venerdì 28 ottobre 2011
La moto senza pilota

Ci ha colpito molto questo bozzetto, perchè oltre ad essere ben realizzato, è stato disegnato da un ragazzo di soli 15 anni. L’autore si chiama Francesco e lo ringraziamo. Questo il suo messaggio:
Mi chiamo Francesco, ho 15 anni. Sono un fan di Sic dall’inizio della sua avventura nella MotoGP. Quel giorno maledetto, io dormivo; ormai sapevo che il Campionato era deciso e la gara non m’interessava. Svegliarsi al mattino con mio fratello che mi diceva “Simoncelli è morto” è stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Non sono mai stato colpito così tanto dalla morte di qualcuno che non conoscevo di persona.
Dopo essermi ripreso dal colpo, ho iniziato a disegnare, con una semplice Bic nera. Questo è il risultato. L’ho chiamato “la moto senza pilota” ed è il mio saluto ad un grande pilota e una grandissima persona. Il mio desiderio è mandare l’originale alla famiglia Simoncelli, ma non so l’indirizzo. Spero che voi di Motoblog comprendiate e pubblicherete questa mia e-mail per aiutarmi a trovarlo e ad esaudire il mio desiderio :)
Francesco, credo che sia sufficiente Fam. Simoncelli, Coriano (Rimini).
(da http://www.motoblog.it/)
Mi chiamo Francesco, ho 15 anni. Sono un fan di Sic dall’inizio della sua avventura nella MotoGP. Quel giorno maledetto, io dormivo; ormai sapevo che il Campionato era deciso e la gara non m’interessava. Svegliarsi al mattino con mio fratello che mi diceva “Simoncelli è morto” è stato uno dei momenti più brutti della mia vita. Non sono mai stato colpito così tanto dalla morte di qualcuno che non conoscevo di persona.
Dopo essermi ripreso dal colpo, ho iniziato a disegnare, con una semplice Bic nera. Questo è il risultato. L’ho chiamato “la moto senza pilota” ed è il mio saluto ad un grande pilota e una grandissima persona. Il mio desiderio è mandare l’originale alla famiglia Simoncelli, ma non so l’indirizzo. Spero che voi di Motoblog comprendiate e pubblicherete questa mia e-mail per aiutarmi a trovarlo e ad esaudire il mio desiderio :)
Francesco, credo che sia sufficiente Fam. Simoncelli, Coriano (Rimini).
(da http://www.motoblog.it/)
Dopo tutto
Da domenica mattina mi commuovo.
Chiarisco, non che prima non mi sia mai commosso, ovvio.. ma da domenica mattina mi commuovo fisso ogni volta che vedo una moto e penso al Sic.
Sono un motociclista, non conoscevo personalmente Marco, seguivo la MotoGP anche e soprattutto per lui.
Ieri, verso le 18, rientrato a casa dal lavoro, nonostante fosse ormai l'imbrunire e con il cielo plumbeo sulla testa, ho sentito la necessità di uscire per un giro in moto.
Da buon riminese, mi sono diretto al porto.. mi fermo, entro nel baretto, un caffè, esco... e mi sono ritrovato seduto fuori, davanti alla moto, che ormai piangevo.
Si sono dette, viste e sentite fin troppe cose.
Valentino che forse smette di correre (bufala), i soccorritori che lo hanno fatto cadere dalla barella, le centraline e le gomme da gara sotto accusa.. addirittura sembrava che la magistratura italiana volesse prelevarne il corpo per ulteriori accertamenti...
E' vero, ora siamo difronte ad altre nostrane tragedie come la recentissima disastrosa alluvione in liguria e toscana, con danni, morti, feriti e paesi praticamente sepolti dal fango e cancellati... inimmaginabile per chi non la vive...
E' vero che i media (la TV su tutti) hanno pompato forse oltre misura la scomparsa di Marco perchè, si sa, non c'è nulla che faccia odiens come la morte di un "eroe" italiano, giovane, bello e vincente.
E' anche verissimo che, in queste ore, moltissime persone alle quali probabilmente non è mai fregato nulla di Marco o di moto, si sono comunque fatte prendere dal rito collettivo e si sono messe in file per VEDERE... la bara, il corpo, i segni di copertone che ancora gli segnavano il viso e il collo...
E' tutto vero, siamo italiani, è sempre stato così.. anche per Pantani, immagino anche nel 1973 per Renzo Pasolini...
Personaggi pubblici, sportivi, amati e\o conosciuti da tutti, a maggior ragione dopo la loro prematura morte.
In ogni caso, ribadisco, da domenica mattina mi commuovo.
Sarà la forte passione per la moto... e MUTOR, come si dice da noi in romagna... sarà che Marco era praticamente un concittadino... sarà anche e soprattutto che era un pilota che appassionava con la sua guida al limite del possibile e oltre.. che dava sempre tutto, che titarava anche sotto la pioggia (vedi silverstone 2011), che anche se non vinceva e magari cadeva (spesso quest'anno) era amato per come stava in pista in maniera oltremodo spettacolare e guidando sempre al massimo (DAGLI DEL GAS).. perchè poi, finita la gara, rilasciava delle interviste vere, umane e anche un po' sbiascicate, come potremmo parlarne noi al bar.. con quel DIOBO' sempre e comunque, intercalare tipico delle nostre parti...
Nico Cereghini ha detto in queste ore che non ci si abitua mai alla morte... che il motocilcismo è una passione particolare... che ognuno di noi che va in moto, prima o poi, finisce per immedesimarsi nei piloti che vediamo alla domenica, finisce per pensare, da buon "bullo", che se ci fossimo noi su quelle 2 ruote riusciremmo a stare davanti e vincere... balle, è verò.. ma questo concetto secondo me spiega bene il senso di appartenenza a questa passione, il senso di fratellanza e in qualche modo, di vicinanza... inoltre in moto puoi andare a correre, pagando, sulle stesse piste della MotoGP.. Misano, il Mugello.. e come se, per parallelismo col mondo del calcio, si potesse organizzare una partitella fra amici e giocare a San Siro a Milano o al San Paolo di Napoli... impensabile.. e invece in moto, in qualche misura, si può.. e questo non fa che aumentare il senso di appartenenza.. non fa che aumentare la passione per un mezzo che semplice mezzo non è.. e ci avvicina, sotto gni punto di vista, a quei piloti che alla domenica corrono dentro le nostre televisioni.
E quindi, secondo me, è anche per questi motivi che la scomparsa di Marco ha colpito in maniera così estesa.. motocilcisti, appassionati e non.. ed è per questo che, da domenica mattina, mi commuovo.

Chiarisco, non che prima non mi sia mai commosso, ovvio.. ma da domenica mattina mi commuovo fisso ogni volta che vedo una moto e penso al Sic.
Sono un motociclista, non conoscevo personalmente Marco, seguivo la MotoGP anche e soprattutto per lui.
Ieri, verso le 18, rientrato a casa dal lavoro, nonostante fosse ormai l'imbrunire e con il cielo plumbeo sulla testa, ho sentito la necessità di uscire per un giro in moto.
Da buon riminese, mi sono diretto al porto.. mi fermo, entro nel baretto, un caffè, esco... e mi sono ritrovato seduto fuori, davanti alla moto, che ormai piangevo.
Si sono dette, viste e sentite fin troppe cose.
Valentino che forse smette di correre (bufala), i soccorritori che lo hanno fatto cadere dalla barella, le centraline e le gomme da gara sotto accusa.. addirittura sembrava che la magistratura italiana volesse prelevarne il corpo per ulteriori accertamenti...
E' vero, ora siamo difronte ad altre nostrane tragedie come la recentissima disastrosa alluvione in liguria e toscana, con danni, morti, feriti e paesi praticamente sepolti dal fango e cancellati... inimmaginabile per chi non la vive...
E' vero che i media (la TV su tutti) hanno pompato forse oltre misura la scomparsa di Marco perchè, si sa, non c'è nulla che faccia odiens come la morte di un "eroe" italiano, giovane, bello e vincente.
E' anche verissimo che, in queste ore, moltissime persone alle quali probabilmente non è mai fregato nulla di Marco o di moto, si sono comunque fatte prendere dal rito collettivo e si sono messe in file per VEDERE... la bara, il corpo, i segni di copertone che ancora gli segnavano il viso e il collo...
E' tutto vero, siamo italiani, è sempre stato così.. anche per Pantani, immagino anche nel 1973 per Renzo Pasolini...
Personaggi pubblici, sportivi, amati e\o conosciuti da tutti, a maggior ragione dopo la loro prematura morte.
In ogni caso, ribadisco, da domenica mattina mi commuovo.
Sarà la forte passione per la moto... e MUTOR, come si dice da noi in romagna... sarà che Marco era praticamente un concittadino... sarà anche e soprattutto che era un pilota che appassionava con la sua guida al limite del possibile e oltre.. che dava sempre tutto, che titarava anche sotto la pioggia (vedi silverstone 2011), che anche se non vinceva e magari cadeva (spesso quest'anno) era amato per come stava in pista in maniera oltremodo spettacolare e guidando sempre al massimo (DAGLI DEL GAS).. perchè poi, finita la gara, rilasciava delle interviste vere, umane e anche un po' sbiascicate, come potremmo parlarne noi al bar.. con quel DIOBO' sempre e comunque, intercalare tipico delle nostre parti...
Nico Cereghini ha detto in queste ore che non ci si abitua mai alla morte... che il motocilcismo è una passione particolare... che ognuno di noi che va in moto, prima o poi, finisce per immedesimarsi nei piloti che vediamo alla domenica, finisce per pensare, da buon "bullo", che se ci fossimo noi su quelle 2 ruote riusciremmo a stare davanti e vincere... balle, è verò.. ma questo concetto secondo me spiega bene il senso di appartenenza a questa passione, il senso di fratellanza e in qualche modo, di vicinanza... inoltre in moto puoi andare a correre, pagando, sulle stesse piste della MotoGP.. Misano, il Mugello.. e come se, per parallelismo col mondo del calcio, si potesse organizzare una partitella fra amici e giocare a San Siro a Milano o al San Paolo di Napoli... impensabile.. e invece in moto, in qualche misura, si può.. e questo non fa che aumentare il senso di appartenenza.. non fa che aumentare la passione per un mezzo che semplice mezzo non è.. e ci avvicina, sotto gni punto di vista, a quei piloti che alla domenica corrono dentro le nostre televisioni.
E quindi, secondo me, è anche per questi motivi che la scomparsa di Marco ha colpito in maniera così estesa.. motocilcisti, appassionati e non.. ed è per questo che, da domenica mattina, mi commuovo.
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giovedì 27 ottobre 2011
"Marco, insegna anche agli angeli ad impennare"
“Siamo solo noi”, di Vasco, la sua canzone preferita, ha accompagnato l’ultimo giro di Marco Simoncelli, l’uscita dalla parrocchia di Santa Maria Assunta a Coriano, al termine della cerimonia religiosa. Un lungo applauso ha accolto sul sagrato il feretro. Mamma Rossella ha cinto a sé con un abbraccio ed un sorriso Valentino Rossi; papà Paolo si è perso in un lungo abbraccio con Jorge Lorenzo, poi, all'uscita dalla chiesa, si è seduto con la sorellina Martina al fianco della bara posizionata su un tappeto in mezzo alla gente. Valentino ha aiutato a portare fuori una delle due moto di Supersic. Una delle due che il vescovo ha consentito che venissero portate in chiesa, durante le esequie. Kate, la fidanzata ha trovato la forza di parlare davanti a tutti: "Io da credente, ma non so in che cosa, ho una mia teoria. Marco era una persona perfetta e le persone perfette non possono vivere con noi comuni mortali". Poi, è partito il corteo.
gradino piu' alto — Qualche istante prima si era conclusa la cerimonia religiosa. "La sera prima dell'ultima gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia. Addio Marco". Con queste parole il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, ha concluso l'omelia. E' stata un'omelia commossa, di circa dieci minuti. Cominciata parlando ai familiari del pilota: il padre Paolo, la madre Rossella, la sorella Martina e la fidanzata Kate: "vorrei accostarmi al vostro dolore - ha detto Lambiasi, guardandoli - e vorrei farlo con tutta la tenerezza che voi meritate e con il garbo di cui sono capace. Non ho vissuto il dolore lacerante che vi brucia il cuore, ma permettetemi di venire a voi con l'abbraccio di tutti, la preghiera di molti". "Fate sottoscrivere anche a me - ha ripreso il vescovo - le parole di papà Paolo: "dicono che Dio trapianti in cielo i fiori più belli per non farli appassire. Credo che sia così. Passatemi un pennarello per far firmare anche a me lo striscione 'Marco, insegna anche agli angeli ad impennare', quello comparso già domenica sulla gradinata della chiesa.
amici e avversari — "Ti ricorderò sempre e perdonami per aver discusso con te", firmato Jorge Lorenzo. Con queste poche parole, l'ex campione del mondo della Yamaha, ha salutato Marco Simoncelli sul libro delle firme posto in chiesa per il funerale del numero 58. Ancor più diretto, l'amico, il fratello più grande che non aveva: "Cazzo mi manchi... Rossi". "Sei forte. Mi hai sempre spronato ad andare più forte", firmato 4, il numero di Andrea Dovizioso, il grande avversario di Super Sic sin dai tempi delle minimoto.
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
L'ultimo saluto al Sic
CORIANO - Buon viaggio extraterrestre. Mentre Valentino alle sue spalle si stropiccia gli occhi e il padre Paolo si siede affianco alla bara abbranciando la figlia Martina, Kate prende il microfono e parla ai 15mila di Coriano. "Io ho elaborato una mia teoria. Lui, aveva solo pregi ed era una persona perfetta. E le persone perfette non possono stare con noi comuni mortali". Il nome di "Marco" rimboba all'unisono sui cieli di Coriano, sembra far tremare la Romagna. E' l'addio al "mitico Sic", l'extraterrestre. Alle parole della fidanzata Kate i tifosi, col volto tirato dalle lacrime, esplodono: "Grande Marco". Sotto suona Vasco: "Siamo solo noi". Guido Meda urla: "Sic c'è, sic c'è".
"MARCO CI GUARDA DAL PODIO PIU' ALTO" - Trema d'emozione la chiesetta di Coriano quando il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi conclude il suo addio a SuperSic. "La mattina prima della gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio per salire sul gradino più alto del podio dove tutti potessero vederti. Ora ci addolora non vederti, ma ci da pace sapere che ora ci guardi dal podio più alto che ci sia". Applausi, poi il saluto finale: "Addio Marco!".
"NEL CUORE DI TUTTI" - Si chiude così il saluto al grande campione Marco Simoncelli, morto a Sepang in un terribile incidente in pista. Migliaia di fan sono venuti a rendergli omaggio, i palloncini rossi con il numero 58 volano nel
cielo, gli adesivi con il suo stemma vengono distribuiti come un santino. Il funerale di Marco è roba da motociclisti: quando esce il feretro si sentono rombare i motori in lontananza. "Uno di noi, uno di noi" ripetono i ragazzi accalcati sul piazzale della chiesa. E' una cosa da brividi, Valentino si stroppiccia gli occhi, da un bacio a Kate. Il padre Paolo sistema il cappuccio della tuta e si siede per terra di fianco al bara, la accarezza. La madre Rossella stritola in un abbraccio Paolo Beltramo. Il dottor Costa - quello dei mille Gp - prende la parola. "Lì dentro c'è un viso che che sta sorridendo, perchè vi ha fatto un ultimo scherzo. Lui in realtà non è lì, perchè tornerà a casa con tutti voi, nel vostro cuore".
(da http://www.repubblica.it/sport/moto-gp)

gradino piu' alto — Qualche istante prima si era conclusa la cerimonia religiosa. "La sera prima dell'ultima gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio, perché lì sul podio ti avrebbero visto meglio tutti. A noi ora addolora non riuscire a vederti, ma ci dà pace e tanta gioia la speranza di saperci inquadrati da te dal podio più alto che ci sia. Addio Marco". Con queste parole il vescovo di Rimini, Francesco Lambiasi, ha concluso l'omelia. E' stata un'omelia commossa, di circa dieci minuti. Cominciata parlando ai familiari del pilota: il padre Paolo, la madre Rossella, la sorella Martina e la fidanzata Kate: "vorrei accostarmi al vostro dolore - ha detto Lambiasi, guardandoli - e vorrei farlo con tutta la tenerezza che voi meritate e con il garbo di cui sono capace. Non ho vissuto il dolore lacerante che vi brucia il cuore, ma permettetemi di venire a voi con l'abbraccio di tutti, la preghiera di molti". "Fate sottoscrivere anche a me - ha ripreso il vescovo - le parole di papà Paolo: "dicono che Dio trapianti in cielo i fiori più belli per non farli appassire. Credo che sia così. Passatemi un pennarello per far firmare anche a me lo striscione 'Marco, insegna anche agli angeli ad impennare', quello comparso già domenica sulla gradinata della chiesa.
amici e avversari — "Ti ricorderò sempre e perdonami per aver discusso con te", firmato Jorge Lorenzo. Con queste poche parole, l'ex campione del mondo della Yamaha, ha salutato Marco Simoncelli sul libro delle firme posto in chiesa per il funerale del numero 58. Ancor più diretto, l'amico, il fratello più grande che non aveva: "Cazzo mi manchi... Rossi". "Sei forte. Mi hai sempre spronato ad andare più forte", firmato 4, il numero di Andrea Dovizioso, il grande avversario di Super Sic sin dai tempi delle minimoto.
(da http://www.gazzetta.it/Motomondiale/MotoGP)
L'ultimo saluto al Sic
CORIANO - Buon viaggio extraterrestre. Mentre Valentino alle sue spalle si stropiccia gli occhi e il padre Paolo si siede affianco alla bara abbranciando la figlia Martina, Kate prende il microfono e parla ai 15mila di Coriano. "Io ho elaborato una mia teoria. Lui, aveva solo pregi ed era una persona perfetta. E le persone perfette non possono stare con noi comuni mortali". Il nome di "Marco" rimboba all'unisono sui cieli di Coriano, sembra far tremare la Romagna. E' l'addio al "mitico Sic", l'extraterrestre. Alle parole della fidanzata Kate i tifosi, col volto tirato dalle lacrime, esplodono: "Grande Marco". Sotto suona Vasco: "Siamo solo noi". Guido Meda urla: "Sic c'è, sic c'è".
"MARCO CI GUARDA DAL PODIO PIU' ALTO" - Trema d'emozione la chiesetta di Coriano quando il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi conclude il suo addio a SuperSic. "La mattina prima della gara hai detto che desideravi vincere il Gran Premio per salire sul gradino più alto del podio dove tutti potessero vederti. Ora ci addolora non vederti, ma ci da pace sapere che ora ci guardi dal podio più alto che ci sia". Applausi, poi il saluto finale: "Addio Marco!".
"NEL CUORE DI TUTTI" - Si chiude così il saluto al grande campione Marco Simoncelli, morto a Sepang in un terribile incidente in pista. Migliaia di fan sono venuti a rendergli omaggio, i palloncini rossi con il numero 58 volano nel
cielo, gli adesivi con il suo stemma vengono distribuiti come un santino. Il funerale di Marco è roba da motociclisti: quando esce il feretro si sentono rombare i motori in lontananza. "Uno di noi, uno di noi" ripetono i ragazzi accalcati sul piazzale della chiesa. E' una cosa da brividi, Valentino si stroppiccia gli occhi, da un bacio a Kate. Il padre Paolo sistema il cappuccio della tuta e si siede per terra di fianco al bara, la accarezza. La madre Rossella stritola in un abbraccio Paolo Beltramo. Il dottor Costa - quello dei mille Gp - prende la parola. "Lì dentro c'è un viso che che sta sorridendo, perchè vi ha fatto un ultimo scherzo. Lui in realtà non è lì, perchè tornerà a casa con tutti voi, nel vostro cuore".
(da http://www.repubblica.it/sport/moto-gp)

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Una camera ardente con due moto

A Coriano l'addio a Marco
Migliaia di persone sono entrate, dopo aver fatto la fila sotto la pioggia, nel teatro Corte dove è stata allestita la camera ardente del giovane pilota italiano scomparso domenica a Sepang
di ROSARIO DI RAIMONDO
CORIANO (RIMINI) - Una fila lunghissima, ordinata, silenziosa. Coriano, il paese dove Marco è nato ventiquattro anni fa, è una città santuario che va a salutare il suo campione. Il feretro è sistemato dentro il Teatro Corte, il corpo di Sic visibile, così come le ferite alle mani a seguito della terribile caduta di domenica scorsa a Sepang. Indossa un paio di jeans e una maglia, ha i capelli sciolti e sul palco sono sistemate le sue due moto-simbolo: la Gilera con la quale ha vinto il campionato del mondo 250 nel 2008 e la Honda San Carlo. Sullo sfondo, una grande foto di Marco sorridente. Il servizio d'ordine, gestito a turno da una cinquantina di amici di Sic, garantisce l'ordine della fila. Non si possono scattare foto, non ci si può fermare davanti al feretro. Un saluto, un segno e poi via, verso l'uscita.
Migliaia di persone (oltre cinquemila) hanno visitato la camera ardente, dopo aver fatto la pioggia battente. La camera ardente resterà aperta fino alle 22 e, in accordo con la famiglia, sarà aperta anche domani mattina, dalle 9 alle 11. Intorno all'una è arrivato il pilota Marco Melandri: "Sono venuto a salutare un amico. Non ci sono parole" ha detto mentre andava via. Nel pomeriggio sono arrivate le autorità politiche di comune, provincia e regione. Oggi il presidente del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti, ha aperto i lavori in Regione con un ricordo di Sic: "Un ragazzo semplice, con voglia di fare, che portava in giro per il mondo anche l'Emilia-Romagna, la sua, la nostra terra". Nel frattempo al bar del paese la gente osserva attonita le immagini alla televisione, i programmi in diretta parlano di Marco, qualcuno piange, qualcun altro fissa il vuoto. I fiori continuano a colorare la scalinata della Chiesa Santa Maria Assunta, assieme alle foto e agli striscioni. "At salut campion", recita uno.
Domani il feretro sarà portato alla chiesa Santa Maria per i funerali alle 14.45. I familiari, gli ospiti e le autorità aspetteranno sul piazzale davanti all'ingresso prima di entrare. Valentino Rossi, che stamattina è tornato a casa dei genitori di Sic, domani sarà seduto in chiesa al banco con loro. Ai funerali ci sarà il mondo del motociclismo, dal team Ducati al completo al team Yamaha (tra cui il pilota Lorenzo). Ci sono stati contatti e telefonate con Vasco Rossi e Jovanotti, anche se non è garantita la loro presenza. Secondo alcune indiscrezioni, il corpo di Marco dovrebbe essere cremato.
Il direttore della biblioteca Paolo Ghiseri, che in queste ore ha gestito l'organizzazione, fa un appello ai tifosi: "Sappiamo che volete venire, ma qui purtroppo non possiamo contenere più di diecimila persone. Abbiamo serissimi problemi per quanto riguarda la ricezione, domani ci sarà un tavolo tecnico che a un certo punto bloccherà gli accessi in paese. Comunque ci saranno due maxischermi, uno in piazza Minzoni, l'altro in piazza Mazzini, più un maxischermo all'autodromo di Misano Adriatico". Anche il Comune di Coriano ha rinnovato l'appello a seguire la cerimonia funebre da Misano.
(da http://www.repubblica.it/sport/moto-gp)
Migliaia di persone sono entrate, dopo aver fatto la fila sotto la pioggia, nel teatro Corte dove è stata allestita la camera ardente del giovane pilota italiano scomparso domenica a Sepang
di ROSARIO DI RAIMONDO
CORIANO (RIMINI) - Una fila lunghissima, ordinata, silenziosa. Coriano, il paese dove Marco è nato ventiquattro anni fa, è una città santuario che va a salutare il suo campione. Il feretro è sistemato dentro il Teatro Corte, il corpo di Sic visibile, così come le ferite alle mani a seguito della terribile caduta di domenica scorsa a Sepang. Indossa un paio di jeans e una maglia, ha i capelli sciolti e sul palco sono sistemate le sue due moto-simbolo: la Gilera con la quale ha vinto il campionato del mondo 250 nel 2008 e la Honda San Carlo. Sullo sfondo, una grande foto di Marco sorridente. Il servizio d'ordine, gestito a turno da una cinquantina di amici di Sic, garantisce l'ordine della fila. Non si possono scattare foto, non ci si può fermare davanti al feretro. Un saluto, un segno e poi via, verso l'uscita.
Migliaia di persone (oltre cinquemila) hanno visitato la camera ardente, dopo aver fatto la pioggia battente. La camera ardente resterà aperta fino alle 22 e, in accordo con la famiglia, sarà aperta anche domani mattina, dalle 9 alle 11. Intorno all'una è arrivato il pilota Marco Melandri: "Sono venuto a salutare un amico. Non ci sono parole" ha detto mentre andava via. Nel pomeriggio sono arrivate le autorità politiche di comune, provincia e regione. Oggi il presidente del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna, Matteo Richetti, ha aperto i lavori in Regione con un ricordo di Sic: "Un ragazzo semplice, con voglia di fare, che portava in giro per il mondo anche l'Emilia-Romagna, la sua, la nostra terra". Nel frattempo al bar del paese la gente osserva attonita le immagini alla televisione, i programmi in diretta parlano di Marco, qualcuno piange, qualcun altro fissa il vuoto. I fiori continuano a colorare la scalinata della Chiesa Santa Maria Assunta, assieme alle foto e agli striscioni. "At salut campion", recita uno.
Domani il feretro sarà portato alla chiesa Santa Maria per i funerali alle 14.45. I familiari, gli ospiti e le autorità aspetteranno sul piazzale davanti all'ingresso prima di entrare. Valentino Rossi, che stamattina è tornato a casa dei genitori di Sic, domani sarà seduto in chiesa al banco con loro. Ai funerali ci sarà il mondo del motociclismo, dal team Ducati al completo al team Yamaha (tra cui il pilota Lorenzo). Ci sono stati contatti e telefonate con Vasco Rossi e Jovanotti, anche se non è garantita la loro presenza. Secondo alcune indiscrezioni, il corpo di Marco dovrebbe essere cremato.
Il direttore della biblioteca Paolo Ghiseri, che in queste ore ha gestito l'organizzazione, fa un appello ai tifosi: "Sappiamo che volete venire, ma qui purtroppo non possiamo contenere più di diecimila persone. Abbiamo serissimi problemi per quanto riguarda la ricezione, domani ci sarà un tavolo tecnico che a un certo punto bloccherà gli accessi in paese. Comunque ci saranno due maxischermi, uno in piazza Minzoni, l'altro in piazza Mazzini, più un maxischermo all'autodromo di Misano Adriatico". Anche il Comune di Coriano ha rinnovato l'appello a seguire la cerimonia funebre da Misano.
(da http://www.repubblica.it/sport/moto-gp)
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Funerali Simoncelli: la Federazione chiede il ritiro del “58” dalle corse

Oggi l’ultimo saluto a marco Simoncelli, morto tragicamente Domenica scorsa. Attese decine di migliaia di tifosi. La federazione chiede il ritiro del 58 dalle moto
Oggi si svolgeranno i funerali del nostro Marco Simoncelli scomparso in Malesia, a causa di un tragico incidente mentre correva la penultima gara del campionato MotoGP 2011. Ai funerali sanno presenti anche Paolo Sesti (Presidente della Federazione Motociclistica Italiana) e Vito Ippolito (Presidente della Federazione Motociclistica Internazionale) commemorare un Campione che tutti gli appassionati non potranno dimenticare.Il Presidente Sesti, accompagnato nell’occasione dal Segretario Generale Rinaldelli e dal Coordinatore della Velocità FMI Alfredo Mastropasqua, porgerà alla famiglia Simoncelli le più sincere e sentite condoglianze della Federazione Motociclistica Italiana, a nome di tutti gli appassionati italiani, colpiti da una perdita irreparabile.
Lo stesso Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha inviato una lettera ufficiale a Carmelo Ezpeleta, Amministratore Delegato della società spagnola Dorna, che si occupa dell’organizzazione e diffusione del Campionato del Mondo Velocità sotto l’egida della Federazione Motociclistica Internazionale, per chiedere il “ritiro” dalle competizioni del n. 58, con cui correva il pilota Marco Simoncelli chiedendo:
"Mentre ci prepariamo all’ultimo, triste appuntamento con Marco Simoncelli, in occasione del suo funerale crediamo sia necessario trovare il modo più semplice per ricordare per sempre un pilota che animava il paddock del Campionato del Mondo velocità e la classe MotoGP in pista, con la sua bravura ed il suo carattere assolutamente speciali.Un pilota ed una persona che ci mancheranno per sempre! Pertanto, la Federazione Motociclistica Italiana chiede alla Dorna di volere ritirare per sempre il numero di gara “58” nella massima categoria del Campionato del Mondo di velocità.Sono certo che la Dorna possa e voglia comprendere il senso profondo di questa richiesta, e siamo dunque molto fiduciosi nel suo accoglimento."
(da http://www.gommeblog.it)
Oggi si svolgeranno i funerali del nostro Marco Simoncelli scomparso in Malesia, a causa di un tragico incidente mentre correva la penultima gara del campionato MotoGP 2011. Ai funerali sanno presenti anche Paolo Sesti (Presidente della Federazione Motociclistica Italiana) e Vito Ippolito (Presidente della Federazione Motociclistica Internazionale) commemorare un Campione che tutti gli appassionati non potranno dimenticare.Il Presidente Sesti, accompagnato nell’occasione dal Segretario Generale Rinaldelli e dal Coordinatore della Velocità FMI Alfredo Mastropasqua, porgerà alla famiglia Simoncelli le più sincere e sentite condoglianze della Federazione Motociclistica Italiana, a nome di tutti gli appassionati italiani, colpiti da una perdita irreparabile.
Lo stesso Presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, ha inviato una lettera ufficiale a Carmelo Ezpeleta, Amministratore Delegato della società spagnola Dorna, che si occupa dell’organizzazione e diffusione del Campionato del Mondo Velocità sotto l’egida della Federazione Motociclistica Internazionale, per chiedere il “ritiro” dalle competizioni del n. 58, con cui correva il pilota Marco Simoncelli chiedendo:
"Mentre ci prepariamo all’ultimo, triste appuntamento con Marco Simoncelli, in occasione del suo funerale crediamo sia necessario trovare il modo più semplice per ricordare per sempre un pilota che animava il paddock del Campionato del Mondo velocità e la classe MotoGP in pista, con la sua bravura ed il suo carattere assolutamente speciali.Un pilota ed una persona che ci mancheranno per sempre! Pertanto, la Federazione Motociclistica Italiana chiede alla Dorna di volere ritirare per sempre il numero di gara “58” nella massima categoria del Campionato del Mondo di velocità.Sono certo che la Dorna possa e voglia comprendere il senso profondo di questa richiesta, e siamo dunque molto fiduciosi nel suo accoglimento."
(da http://www.gommeblog.it)
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martedì 25 ottobre 2011
"Marco è morto come Renzo, mi si è riaperta una terribile ferita"
Parla Paolo Pasolini
Il fratello del pilota riminese che perse la vita in un incidente a Monza
"Ero alla tv, ho rivissuto il nostro dramma"
"Ero alla tv, ho rivissuto il nostro dramma"
Rimini, 24 ottobre 2011 - E’ una ferita che si riapre, inevitabilmente. Un dolore, quello della famiglia di Renzo Pasolini, che nonostante siano passati tanti anni è ancora vivo. Alle 15.31 del 20 maggio del 1973 di una calda giornata primaverile sull’autodromo di Monza scende la cappa della tragedia. Alla ‘curva grande’, subito dopo la partenza, il motociclismo precipita nel dramma, perdendo il 35enne riminese Renzo Pasolini e il 28enne finlandese Jarno Saarinen, due fra i piloti più forti e amati di allora. Un pauroso groviglio di moto, un incidente nel quale rimasero coinvolti ben 14 piloti.
Era la seconda gara di giornata per Pasolini che aveva già disputato in mattinata una splendida 350, appiedato a tre giri dal termine da un grippaggio della sua Hd, dopo aver ripreso il battistrada Agostini con un inseguimento che aveva mandato in estasi i 100mila spettatori del Gp d’Italia. Prima del dramma. Un dramma che è ancora vivo nella memoria della famiglia Pasolini e che la morte di Marco Simoncelli fa tornare amaramente a galla. «Ero davanti alla tv con mia moglie e ho visto tutto in diretta — racconta Paolo Ludovico Pasolini, fratello di Renzo —. Marco è morto nello stesso modo di Renzo, nella stessa circostanza, colpito quasi nello stesso punto. Mi sono venuti i brividi, ho pensato subito al peggio quando ho visto quelle immagini». Come un tragico ritorno al passato. «Avevo capito che era successo qualcosa di gravissimo. Poi l’attesa, la stessa attesa che non posso dimenticare nel giorno della morte di mio fratello. Momenti che restano sempre vivi. Non si dimenticano mai, secondo dopo secondo di quella giornata terribile. Il dispiacere per un ragazzo giovane come Marco e come mio fratello è enorme. Penso ai familiari».
Quel dolore lo sente dentro il fratello più grande di casa Pasolini. «Penso allo strazio di una mamma e di un papà. Fa malissimo e non si può raccontare — racconta con un inevitabile nodo alla gola — rivedendo quelle immagini in tv ho ripercorso quei momenti di tanti anni fa e il dolore è ancora nitido. Questa è sfortuna, sfortuna vera e si può chiamare soltanto con questo nome. Bastava un secondo, un miliardesimo di secondo e non sarebbe stato colpito alla testa, non sarebbe successa una tragedia del genere». A casa Pasolini le moto erano un ‘vizio’ di famiglia. Per il papà Massimo il ‘mutor’ era una ragione di vita e la stessa passione l’aveva tramandata ai figli in maniera naturale, quasi fosse una questione di genetica. «Una passione che resta, nonostante tutto». Paolo aveva visto muovere i primi passi di Simoncelli. «Lo conoscevo fin da bambino quando correva in zona — racconta — aveva la stoffa giusta». La tv ieri mattina l’ha spenta subito Tony Pasolini, cugino di Renzo. «Appena mi sono reso conto di quello che era successo — spiega — ho spento tutto e sono uscito di casa. Sono passati tanti anni dalla morte di Renzo, ma certi dolori non si superano mai. Da quella volta non sono più entrato in un autodromo e non ho più messo il sedere su una moto». Il dolore del fratello Paolo è identico a quelle delle sorelle Gabriella e Laura. La morte di Renzo aveva fatto piombare il silenzio a Rimini. Un campione non c’era più, ma soprattutto un amico di tutti.
E qualche anno prima, la riviera era stata sconvolta anche da un altro dramma, sempre sulle due ruote. Era il 4 aprile del 1971, quando nel circuito ‘Perla verde dell’Adriatico’ a Riccione, nella corsa delle 350 sotto un vero e proprio diluvio, cadde e perse la vita il 32enne di Gussola, Angelo Bergamonti. Il pilota ufficiale della Mv Agusta, compagno di squadra di Giacomo Agostini, era morto dopo uno schianto terribile strisciando per un centinaio di metri sull’asfalto e schiantandosi nelle balle della ‘rotonda’. Bergamonti era stato subito trasportato all’ospedale di Riccione, poi, date le condizioni disperate, al ‘Bellaria’ di Bologna dove morì poco prima della mezzanotte.
di DONATELLA FILIPPI
(da http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/)
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Rimini saluta il grande campione di Coriano


Rimini e i riminesi salutano il grande campione Marco Simoncelli, scomparso tragicamente domenica scorsa.
Da questa mattina uno striscione campeggia sulla residenza comunale di Palazzo Garampi come segno tangibile della solidarietà della comunità riminese col senso di genuino cordoglio provocato in tanti dalla sua scomparsa.
“Ciao Marco”.
(da http://www.comune.rimini.it)
Simoncelli: Rimini, Comune espone striscione per addio a pilota di Coriano
Rimini, 25 ott. - (Adnkronos) - 'Ciao Marco' e due foto di Marco Simoncelli. E' quanto si vede sullo striscione che il Comune di Rimini ha deciso di esporre a Palazzo Garampi per dire addio al pilota di Motogp, scomparso tragicamente domenica scorsa in Malesia durante una gara. L'iniziativa, si legge in una nota del Comune, vuole essere un "segno tangibile della solidarieta' della comunita' riminese col senso di genuino cordoglio provocato in tanti dalla sua scomparsa".
(da http://bologna.repubblica.it/)
“Ciao Marco”.
(da http://www.comune.rimini.it)
Simoncelli: Rimini, Comune espone striscione per addio a pilota di Coriano
Rimini, 25 ott. - (Adnkronos) - 'Ciao Marco' e due foto di Marco Simoncelli. E' quanto si vede sullo striscione che il Comune di Rimini ha deciso di esporre a Palazzo Garampi per dire addio al pilota di Motogp, scomparso tragicamente domenica scorsa in Malesia durante una gara. L'iniziativa, si legge in una nota del Comune, vuole essere un "segno tangibile della solidarieta' della comunita' riminese col senso di genuino cordoglio provocato in tanti dalla sua scomparsa".
(da http://bologna.repubblica.it/)
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domenica 23 ottobre 2011
Ciao Marco


Oggi è una giornata tristissima per ogni amante delle 2 ruote e non solo.
Sepang, GP di Malesia, 2° giro... se ne va, in un tragico incidente, uno dei più amati piloti italiani.
Incredibilmente ci lascia proprio Marco Simoncelli, un pilota che forse più di ogni altro si avvicinava al modo di intendere la moto come passione...
capace di attirare l'amore della gente, di quei tifosi che, ad esempio, nel GP d'Inghilterra, nonostante la sua caduta sotto la pioggia quando era fra i primi, gli dedicarono una standing ovation, premio alla sua inconfutabile grinta... un vero motociclista... e la gente lo vedeva ad ogni gara, al di la dei risultati.
alcuni commenti...
Valentino Rossi: "Era come un fratello"
Montezemolo: "Per le sue qualità mi ricordava Gilles Villeneuve".
Melandri: "Le parole non spiegheranno mai la sofferenza".
L'amico Mattia Pasini: "Ho perso un pezzo di cuore".
Lorenzo: "Non so che dire: Marco riposa in pace".
Hayden: "Ci mancherà tantissimo".
La Ducati: "Piangiamo Marco, era uno di noi".
Dani Pedrosa: "A volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport".
Max Biaggi: "Una cosa surreale".
Dovizioso: "Sono rattristato ed esterrefatto".
Il presidente del Coni Petrucci: "Uno dei miei giorni più brutti: ho deciso che tutti gli sport lo onorassero con 1' di silenzio".
Domenicali: "Piango un ragazzo solare, vicino alla famiglia"
Concludo citando un altro grandissimo pilota delle mie parti, Renzo Pasolini, il "Paso", morto in pista a Monza nel 1973:
"Un uomo coraggioso è colui che ha paura di fare una cosa, ma la fa lo stesso!"
Ciao Marco...
Sepang, GP di Malesia, 2° giro... se ne va, in un tragico incidente, uno dei più amati piloti italiani.
Incredibilmente ci lascia proprio Marco Simoncelli, un pilota che forse più di ogni altro si avvicinava al modo di intendere la moto come passione...
capace di attirare l'amore della gente, di quei tifosi che, ad esempio, nel GP d'Inghilterra, nonostante la sua caduta sotto la pioggia quando era fra i primi, gli dedicarono una standing ovation, premio alla sua inconfutabile grinta... un vero motociclista... e la gente lo vedeva ad ogni gara, al di la dei risultati.
alcuni commenti...
Valentino Rossi: "Era come un fratello"
Montezemolo: "Per le sue qualità mi ricordava Gilles Villeneuve".
Melandri: "Le parole non spiegheranno mai la sofferenza".
L'amico Mattia Pasini: "Ho perso un pezzo di cuore".
Lorenzo: "Non so che dire: Marco riposa in pace".
Hayden: "Ci mancherà tantissimo".
La Ducati: "Piangiamo Marco, era uno di noi".
Dani Pedrosa: "A volte ci dimentichiamo quanto sia pericoloso questo sport".
Max Biaggi: "Una cosa surreale".
Dovizioso: "Sono rattristato ed esterrefatto".
Il presidente del Coni Petrucci: "Uno dei miei giorni più brutti: ho deciso che tutti gli sport lo onorassero con 1' di silenzio".
Domenicali: "Piango un ragazzo solare, vicino alla famiglia"
Concludo citando un altro grandissimo pilota delle mie parti, Renzo Pasolini, il "Paso", morto in pista a Monza nel 1973:
"Un uomo coraggioso è colui che ha paura di fare una cosa, ma la fa lo stesso!"
Ciao Marco...

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