domenica 6 febbraio 2011

Le Moto del Cinema a Rimini

La Triumph di Marlon Brando nel Selvaggio

Il famoso chopper H.D. di P. Fonda in Easy Rider

La Norton "poderosa" dei Diari della Motocicletta

Su segnalazione di alcuni amici sono stato oggi pomeriggio al centro commerciale Le Befane di Rimini per un motivo molto semplice: le moto del cinema.
In pratica si sa che, di solito, i grossi centri commerciali non hanno molto a che spartire col mondo delle due ruote e invece alle Befane di Rimini, dal 29 Gennaio al 13 Febbraio 2011, si tiene la mostra "Moto & Cinema - il sogno americano" (A cura del Museo del Sidecar - Macerata) dove sono fieramente esposte alcune fra le più famose moto del cinema, dal dopoguerra ad oggi.
E così si possono ammirare in rapida sequenza e a pochi metri l'una dall'altra la mitica Harley di Peter Fonda in Easy Rider, la Triumph del Selvaggio Marlon Brando, la Indian di Burt Munro, la "Poderosa" del Che oltre alle moto di Elvis, Steve McQueen e altri idoli del cinema.
E' quindi una mostra assolutamente da non perdere, per ogni appassionato, motociclista e non..!

P.S. : davanti alla vecchia Triumph del Selvaggio (Marlon Brando) non nascondo di aver provato una grande emozione... e quando è stato il momento di andarmene e di firmare il classico registro dei visitatori mi sono sentito di commentare con due sole parole: "Che felicità!".

La Triumph della Grande Fuga guidata da Steve McQueen

L'Indian del record man Burt Munro


Le Befane: ‘romba’ il sogno americano; in mostra le moto utilizzate a Hollywood dagli anni ’50 ad oggi. Da sabato 29 gennaio al 13 febbraio 2011

sabato 5 febbraio 2011

La VUN Marathon all'Elefantentreffen





(articolo tratto da www.motoblog.it)

Raccogliamo con piacere il racconto che ci ha inviato la CR&S e che riguarda il viaggio di Maurizio Primo e della VUN Marathon all’edizione 2011 dell’Elefantentreffen. La moto, la VUN Marathon, è la stessa che nel 2009 ha accompagnato Claudio Zanoni nel periplo dell’Europa da Milano a Verona verso ovest: 18.000 km in 29 giorni non-stop in solitaria.

Prima di passare al racconto di Maurizio Primo qualche informazione sulla moto. La VUN Marathon di proprietà della CR&S differisce dalla VUN standard per le seguenti caratteristiche: serbatoio benzina maggiorato a 16L, batteria spostata sul fianchetto SX perchè il serbatoio maggiorato occupa l’alloggiamento originario della batteria, radiatore acqua singolo sul lato DX by CDR racing, telaietto posteriore reggisella rinforzato per supportare il traliccio portaborse ed il portapacchi, supporti pedane rinforzati, cruscotto con supporto per GPS, parabrezza, borse laterali e borsa serbatoio.

"Salve a tutti, mi chiamo Maurizio, classe 1963, segno dei Gemelli , motociclista amatore da quando avevo 12 anni. E’ vero che a quell’età non avevo ancora il patentino ma mia sorella, più grande di 2 anni, aveva già la Vespa 50. Potete capire quindi che per “puro amore fraterno” (!) e per rassicurare i genitori sulla sicurezza per la loro figliola, gliela consegnavo da guidare solo quando le gomme fossero già ben calde, i freni rodati, la carburazione a posto ecc. Quindi la guidavo il doppio di lei, un fratello perfetto! Solo per la cronaca, sono un papà, un marito, abito sulla Terra (facciamo basta con confini, frontiere e nazionalismi; siamo nel 3° Millenio, giusto? ) e mi occupo di comunicazione, eventi, sponsorizzazioni ecc.

La mia prima moto, proprio mia, un Benelli 50 verde meraviglia con cambio a destra e prima in su, aargh, me la regalò la nonna. Mi diceva di coprirmi bene anche d’estate ma, insomma, una nonna che ti regala il motorino è davvero un mito in controtendenza. Grazie ancora Nene, e un grosso bacio dal tuo masnà (la nonna era di Torino e in dialetto vuol dire un po’ ragazzo e un po’ birbante). La seconda moto, fu il mitico Laverda 125 motore Zundap, cavallo dei miei primi viaggi oltre i 200 km. di distanza, e con il cambio “normale”. Le altre vennero un po’ per volta, insieme ai viaggi di cui uno mitico al Centenario del TT all’isola di Mann nel 2007. Bene. A questo punto la prima domanda è sempre “Ma perché si va all’ Elefanten Treffen” ? La domanda già in sé viene rivolta con un sottile substrato di dubbio di patologia neuronale in chi si accinge a tale viaggio. Risposta. Oggi un robot potrebbe accostare i colori su una tela, anche con una certa armonia, ma solo un animo umano è in grado di sintetizzare il tutto nella parola quadro. E quando si capisce che c’è anche un “tocco in più” , allora lo si chiama magari capolavoro. Lo stesso per questo viaggio in moto, che non è fatto di soli metri da guidare e mete da raggiungere e che l’anima distilla in una emozione continua. Un po’ di freddo, non è l’unico aspetto a dargli quel tocco in più: una preparazione un po’ più curata e creativa rispetto al normale “giretto del week end” , le creazioni antineve dei vari motociclisti che incontri, il sorriso dell’amico sul Brennero che traspare dalla sua visiera semighiacciata, la stellata che ti aspetta al Treffen, su a Turmansbang Solla vicino a Passau, le 5000 moto di tutti i tipi che ti accolgono come se fossi arrivato sulla Luna, il falò che ti scalda e che cuoce il maialino portato fin lì, legato sulla moto, dal tuo amico di Chieti, lo scambio interminabile di cibi italici e ostrogoti con i vicini di tenda come si fosse tutti soldati napoleonici di varia provenienza, e l’interminabile scambio di opinioni motociclistiche insieme a sorsate di birra e sorsetti di grappa, sono solo alcune delle note magiche che compongono la speciale sinfonia di un Elefantentreffen. Un altro aspetto per me molto bello. Al Treffen trovo sempre quasi tutti i modelli di moto che ho avuto in passato. Mi capita magari anche a Novegro dove però le moto hanno l’aria un po’ triste del cagnolino che, nelle gabbia del canile, sospira per trovare un nuovo padrone che gli voglia bene. Parcheggiate sulla neve del Treffen, il Transalp o il CB400N sono invece lì a salutarti e a dirti “Ueh come va, hai visto che hanno portato anche me fin quassù. Ti ricordi quanto ci siamo divertiti insieme un po’ di anni fa? Comunque tranquillo, io mi diverto ancora un sacco e vedo che anche tu, Mauri, non tiri mica mai indietro. Buona strada fratello” . E allora le sorrido e le do una carezza perché so che la sente. Seconda Domanda. Ma perché andare al Treffen con la CR&S Vun. Primo Treffen col Transalp, poi un V-Strom, poi un Varadero, poi due volte col Ducati Multistrada 1000 DS. Bellissimi viaggi, ma mai una volta di queste cinque avevo dormito in tenda. Le ultime due volte volevo già farlo ma per un motivo o per l’altro andò buca ( tipo la rinuncia al viaggio dell’amico che doveva portarla ecc). “2011 si fa in tenda o niente, anche a costo di non averla e di entrare in una di quelle enormi tende da campo militari dei motard teutonici, in cambio magari di caciotta, grana, grappa e porchetta. Si può fare” . A questo punto mi sono anche detto “Ma già che dormo al fresco (non si dice freddo, ché sembra di fare il fenomeno) per farla proprio tutta, non potrei anche andare su con una nuda? E già che ci sono, non potrei provare ad andar su con una nuda un po’ originale, un po’ diversa, magari pazzesca come la … ? ILLUMINAZIONE. Appena mi son detto “pazzesca”, la VUN mi si è presentata alla mente, avvolta in una luce sfolgorante e mi chiamava con la voce sensuale e irresistibile delle Sirene di Ulisse. Pronto, CR&S? C’è Roberto Crepaldi per favore? (meno male che tra saloni della moto e eventi vari, un po’ conosco Roberto , se no chi aveva la faccia di fargli la proposta ?!). Insomma gli ho chiesto se poteva fargli piacere che qualcuno portasse una Vun all’ Elefanten Treffen e in meno di due minuti eravamo già d’accordo su equipaggiamento, gomme da montare e giorno del ritiro. Sono dei grandi alla CR&S, ma lo sapevo. E in più mi avrebbero dato quella che aveva già fatto il giro dell’ Europa, già pronta con borse laterali e perfino le tanichette per la benzina di scorta. Perfetta, sicura e rodata. In quel momento il mio amico Riccardo mi mandava un sms con la conferma che portava la tenda per lui e per me. FATTA Il resto oggi è cronaca ma ancora viva, è come un meraviglioso boccone di cioccolato fondente e rhum rosso, che dura a lungo sul palato anche dopo che l’ hai già mandato giù. E poi ci saranno le foto da guardare e le serate con gli amici di Treffen per parlarne ancora a lungo. Partenza da Milano ore 4,45 del mattino, destinazione Trezzo D’Adda dove alle 5,30 troverò il primo Cavaliere. Temperatura va benissimo, + 3° C, ma l’avviso luminoso sulla Milano Venezia dice “Prevista neve, munirsi di dotazioni invernali”. Normale, è gennaio. Secondo appuntamento con gli altri 5 ad Ala Avio alle 6,30. In 4 vengono da 1000 km fa (Roma, Napoli e Chieti ) e uno da Modena. L’ottavo Cavaliere, di Reggio Emilia, ci raggiunge poco dopo col suo motomezzo che ha già sulle spalle oltre 300.000 km , ma proprio non li dimostra. E nemmeno il Cavaliere. La stazione Adige Est è già colma di altri motociclisti che difficilmente avranno una destinazione diversa. Sono tutti ancora un po’ assonnati nonostante il primo freddo, ma a nessuno sfugge quello strano oggetto rosso e pieno di roba. La Vun comincia subito ad attrarre la curiosità di tutti per il suo fascino esotico-tecnologico. Si prosegue per il Brennero e progressivamente arriviamo a -4° C. Bene, nel 2000 avevamo beccato un -13° C a Bressanone. Il sole ci accoglie mentre stiamo per comprare la Vignetta per l’ Autostrada in Austria e ci accompagna poi fin quasi a destinazione. Passano Innsbruck, poi a destra verso Monaco di Baviera ma visto che la strada è pulita tagliamo per Rosenheim, Wasserburg, Haag in Oberbayern e poi a destra verso est seguendo sempre direzione Passau. Temperatura buona, quasi mai sottozero, strade statali molto belle per il panorama innevato e divertenti da guidare. A Passau si rientra in autostrada, direzione Deggendorf. Non ci si arriva perché si esce prima a Iggensbach e da lì si segue per Zenting e finalmente arriva la svolta a sinistra per Solla. Un paio di km ancora e arriva anche la mitica stradina chiusa al traffico, ma aperta ai soli motociclisti, che ti porta direttamente all’ingresso del campeggio, 55° Elefantentreffen. Ore 17,15. Più che un campeggio sembra il campo base di una legione di Attila, ma nessuno, proprio nessuno, lo vorrebbe diverso da come è. Notte di venerdì nel Treffen, mattina di sabato in giro a veder moto e fare foto, alle 16,30 partenza per Monaco. Su questo tratto becchiamo il freddo vero, un bel -6° di media, e -9° di picco, col sole ormai al tramonto e il vento delle praterie innevate che fa di tutto per infilarsi in ogni pertugio del vestiario che non sia blindato. Comunque non posso rinunciare a fermarmi per la foto della Vun davanti alla centrale nucleare di Landshut. Le punte delle dita ti chiedono di dare gas per arrivare in fretta a Monaco. Anche perché lì ci aspettano pinte di birra e stinchi da concorso, alla birreria più antica della Baviera, la celeberrima HB. Domenica giro per Monaco e un po’di riposo. Anche perché nevica. Lunedì ritorno, Monaco ore 11,00 , Cusago CR&S ore 19,00, tempo splendido, altre stradine inventate per il ritorno e sempre al sole, la Vun che va restituita ma che resterà sicuramente nel cuore, nella mente e nei polsi. Ci vediamo amica mia, grazie. La Vun nasce per gomme da superbike, e poi anche slick, nella versione da pista. Quindi il tassellato vien da dire che non sia il suo mondo e l’Elefantentreffen uno sbaglio di prenotazione al posto del TT a Mann. Però l’avevo già provata in un open-day della CR&S e sapevo quindi come fosse agile, sincera, “pieghevole”ma da rispettare quando la butti giù, davvero leggera e col suo bel Rotax monocilindrico che spinge forte e costante e che canta tra il baritono e il rock-blues. Appunto un monocilindrico. Quindi come sarà con le vibrazioni per 750 Km e una decina di ore di moto? Risposta qualche riga più in giù. Se vai su strade dove puoi trovare la neve, una moto leggera è proprio quella giusta. Se il dietro scappa, metti giù un piede e prova a tener su gli enduroni da 230 e passa kg. Impossibile, e infatti tre dei miei amici sono scivolati sulle strisce di neve portate dal vento in strada. Tutto bene, nulla di rotto nè ossa né carene. Con la Vun invece, bassa e leggera, ho dosato il gas, dimenticato i freni, messo giù lo stivale e in un attimo ero bello dritto sull’ asfalto tornato pulito. E le manovre a moto carica e spenta? Con la Vun bastano sempre due dita per muoverla, anche dentro il campo Treffen dove le stradine sono strette e le manovre non facili per il terreno scivoloso e mezzo ghiacciato. Una nuda d’inverno. Questa era la sfida. Ma la CR&S deve aver cambiato le leggi dell’aerodinamica perché il minimo scudo del faro devia l’aria in su che è un piacere, quindi niente fastidiose pressione d’aria e vortici sulle spalle, se non davvero minimi. La posizione di guida poi è davvero comoda e non ti affatica mai, le pedane sono al posto giusto e la sella, composta da tre parti separate e imbottite, fornisce un ottimo appoggio anche quando ci si sposta un po’ per cambiare posizione e sgranchirsi. Inoltre l’eventuale pioggia o neve resta nelle fessure tra le tre parti imbottite e si elimina in fretta senza bagnarti dove non vorresti. Il motore Rotax Bombardier 650 è noto da tempo, affidabile, instancabile e divertente. Anche qui il progetto è davvero valido perché guidando, le vibrazioni del monocilindrico sono perfettamente smorzate sia su pedane che sul manubrio. Se proprio vuoi sentirle, devi andartele a cercare tu, e ci riesci solo se apri il gas un po’ sottomarcia. Le cinque marce forniscono sempre la velocità di crociera ideale e in Germania, senza Tutor, arrivi tranquillo a 170 Km/h e il telaio ti fa sentire dritto e preciso. Quando poi vai nel misto la voglia di aprire il ginocchio e di buttar giù è proprio tanta e naturale, smorzata solo dal mese di gennaio, da un po’ di carico sulla moto e dal tassellato che comunque si è comportato bene oltre le aspettative. Ma quando gli amici mi restavano un po’ dietro io gli dicevo solo che conoscevo già la strada. Se no mi rubavano la Vun!"

sabato 22 gennaio 2011



Meglio ridere...

Cobra RS750 Homage




Una bella special jap anni '80 su base Honda...

(da www.motoblog.it)

La special di oggi deriva da una Honda RS750 che negli anni ‘80 duellava (e batteva) in casa le due ruote di Milwaukee. Montava un propulsore V-Twin che, pur presentando lo stesso alesaggio e dimensioni dell’Harley XR-750, con relativi alberi a camme e quattro valvole per cilindro, aveva un vantaggio assoluto in termini di potenza. Non a caso, dal 1984 la RS750 si aggiudicò ben quattro campionati AMA consecutivi.

Negli ultimi 15 anni, Berg ha costruito circa una trentina di moto sotto il marchio Cobra, utilizzando motore e talaio derivati proprio dalla RS750: questa la sua ultima realizzazione con le livree racing della casa di Tokio. Non solo: su Berg segnaliamo un altro bellissimo e “pericoloso” precedente. Nel 1996 costruì infatti, sempre per Cobra, la “Super Chief” su base Kawasaki Vulcan. Tale realizzazione ottenne un riscontro così vasto da esser richiamata in Giappone e messa in produzione come Drifter. Chissà che la storia non si ripeta anche con la Honda in questione?

domenica 16 gennaio 2011

Il giro d'Europa. Senza ferie


(da http://viaggi.repubblica.it)

di Claudia Cucchiarato

Miquel Silvestre, spagnolo, ha attraversato il continente con la moto a modo suo. Ogni domenica, lasciava il mezzo in aeroporto e tornava a Barcellona con un volo low cost. Per ripartire di là il venerdì seguente

Si può visitare un continente intero senza smettere di andare a lavorare ogni lunedì mattina e senza spendere un patrimonio? Si possono scoprire angoli nascosti, strade provinciali, paesini e grandi città senza dover per forza aspettare l'arrivo delle agognate "ferie d'agosto"? La risposta è sì, si può: percorrendo con mezzo privato o noleggiato la distanza che separa la città scelta per l'arrivo, il venerdì, da quella della partenza, la domenica. Basta dotarsi di un po' di spirito d'avventura, una buona dose di organizzazione, una mappa dettagliata, una carta di credito per gli acquisti online e il gioco è fatto. Grazie alla proliferazione di voli lowcost che uniscono quotidianamente quasi tutte le grandi città d'Europa, oggi è possibile programmare viaggi che durano un solo weekend, ma che permettono di visitare anche due o più città nel giro di tre giorni. Bisogna però invertire il senso del concetto "volo di andata e ritorno" con quello del "volo di ritorno e andata".

Si parte la domenica sera da una città appena raggiunta con mezzo privato o noleggiato e vi si ritorna il venerdì successivo, dopo aver completato la settimana di lavoro, per ripartire alla volta della meta del seguente volo. L'idea è abbastanza semplice, ma non tanto da essere diventata una modalità di viaggio mainstream. È venuta in mente l'anno scorso a Miquel Silvestre, un notaio, scrittore e motorista globetrotter spagnolo di 42 anni, che è riuscito a diffondere la sua avventura descrivendo ogni mese i suoi viaggi nella rivista di bordo della compagnia lowcost Vueling.

Come funziona. "E' un nuovo modo di concepire il mini-viaggio del fine settimana", dice Silvestre. Dopo aver fatto il giro del mondo in moto in un anno sabbatico, descritto e illustrato in un libro recentemente pubblicato, Miquel si è sentito letteralmente ingabbiato al suo ritorno al lavoro a Barcellona. Ma non aveva più giorni di vacanza a disposizione e ha pensato di continuare a viaggiare solamente nei fine settimana, senza fermarsi mai.


L'itinerario. A fine maggio Miquel è partito con la sua moto (la ormai famosa "Jakie", un maxienduro Bmw R 1200 GS) dalla capitale catalana, un venerdì mattina. È arrivato a Zurigo la domenica successiva, fermandosi a Montpellier e a Grenoble, e visitando il parco regionale del Vercors. Ha parcheggiato "Jakie" nell'aeroporto svizzero e ha preso il suo primo volo di "andata" per Barcellona. Il venerdì successivo è tornato a Zurigo, ha percorso la Svizzera, il Liechtenstein e parte dell'Austria, per ripartire la domenica da Vienna. Il weekend seguente è stato a Budapest e Praga, e questa volta l'ha accompagnato anche la madre sessantacinquenne: "Si è comportata molto meglio di quanto mi aspettassi", raccontava nel numero di dicembre della rivista Ling.

Quando da Barcellona è ripartito in aereo alla volta di Praga aveva già accumulato qualche giorno di vacanza: ha visitato Dresda, Berlino e Hannover. Era ad Amsterdam a metà luglio, dove ha visto la sua nazionale vincere i Mondiali contro le furie arancioni. Prima della fine di settembre aveva già completato l'otto simbolico per l'Europa scendendo dall'Olanda e passando per Parigi, Monaco di Baviera, Venezia, Dubrovnik, i Balcani e l'Albania. Ha attraversato in traghetto l'Adriatico fino a Bari e continuato il tour verso la Campania, la Calabria e la Sicilia. Da Palermo ha raggiunto Tunisi via mare, per caricare infine la moto su un'altra nave diretta a Marsiglia. Si trovava a soli 500 km da Barcellona: meta finale o punto di partenza per il prossimo viaggio-lampo, dipende dai punti di vista.

Certo, Miquel ha girato tutta l'Europa in pochi mesi con la sua "Jakie", ma si può anche pensare di noleggiare una macchina, una moto o addirittura una bicicletta in ognuno dei posti scelti, se non si vuole abbandonare il mezzo di proprietà in una città sconosciuta. Quello che c'è di innegabile in questa storia è che, organizzandosi per tempo, non ci sono barriere economiche o fisiche che impediscano di percorrere un intero continente senza mancare nemmeno un giorno al lavoro. "Se si sceglie di viaggiare in moto, basta consultare le previsioni del tempo e affidarsi all'istinto", dice l'esperto. Il resto viene da solo e le sorprese durante il cammino possono essere infinite. Non solo quelle che si possono scoprire nei tragitti che uniscono le diverse città: paesaggi, persone, località ignorate dalle principali guide turistiche... Ma anche quelle che si possono scovare nei luoghi più inattesi: "Per me è stata una sorpresa scoprire quanto siano sicuri, oltre che gratuiti, i parcheggi per le moto della maggior parte degli aeroporti europei", racconta Miquel. Quello di Napoli e quello di Dubrovnik compresi.

Gli emuli. E ora ci sono un bel po' di passeggeri che, dopo aver letto i suoi racconti, hanno deciso di copiare il modello. Marta Carrasco, per esempio, catalana residente in Svizzera da qualche anno. Sta completando il giro della Spagna in moto a tappe: due città ogni fine settimana. Ha pubblicato alcune foto della sua impresa online e gli aficionados si stanno ulteriormente moltiplicando. Un altro è Bernardo Lauza, di Madrid, che ha in programma un viaggio simile per la prossima primavera e ha già iniziato a raccontare i preparativi in un blog.

venerdì 7 gennaio 2011

20° Winter Bikers

In concomitanza al Pinguino di cui sotto c'è anche quest'altro raduno in quel di Faenza.. rimane solo l'imbarazzo della scelta..hahaha..!

20° Winter Bikers
Moto Club Faenza
Campo Cross "Monte Coralli"
Faenza (RA)
7/8/9 Gennaio 2011


Programma manifestazione

Venerdì 7 Gennaio 2011

Inizio manifestazione
ore 12.30 Pranzo
Nel pomeriggio caldarroste offerte ai presenti
Serata di musica dal vivo con: THE DEFINITY (ZZ Top della Romagna) e THE STUFF (Hard Rock)

Sabato 8 Gennaio 2011

ore 10.30 Partenza per "GIRO TURISTICO SULLE COLLINE DELLA ROMAGNA" con APERITIVO offerto dall'Azienda Agrituristica "TORRE DEL MARINO"
Pomeriggio con giochi per i motociclisti partecipanti
Serata con musica dal vivo con ROLLBACK (Rock-Blues), DAMAGE (Metallica Tribute Band), SEXI SHOW e ancora musica con ACIDI/C (AC/DC Tribute Band)

Domenica 9 Gennaio 2011

Colazione rustica offerta ai ... sopravvissuti
INGRESSO Euro 10.00
Omaggio a tutti i partecipanti: Campeggio Libero - Locale Saccopelisti - Targhetta Annuale - Adesivo

Per tutta la durata della manifestazione: Stand Gastronomico - Bar - Birreria - Fuoco Acceso con Vin Brulè GRATIS

Info Line:
Gianni (+39)339.4483103
Lele (+39)335.7268374
Durante la manifestazione (+39)0546.47220
E-Mail: motoraduni@motoclubfaenza.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - segreteria@motoclubfaenza.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Sito Web: http://www.motoclubfaenza.it

Luogo della manifestazione
Campo cross Monte Coralli
Via Tebano 1, 48018 Faenza - Ravenna

8° Pinguino Party



Il primo motoraduno dell'anno..!
Sabato 8 Gennaio, San Vito di Rimini.

martedì 28 dicembre 2010

mercoledì 22 dicembre 2010

giovedì 16 dicembre 2010

Norton Commando 961


Special di indubbio fascino, un bicilindrico britannico marcatamente "old style", prezzi decisamente poco accessibili: questa in sintesi è la nuova Norton. Per quanto mi riguarda è fuori portata ma se costasse almeno 5.000 € in meno oppure se io vincessi la lotteria... mah... mai dire mai..!

(da www.motoblog.it)

Prima italiana per la Norton Commando 961. In listino a partire da 14.900€

pubblicato: lunedì 13 dicembre 2010 da Michele Lallai

La galleria fotografica allegata arriva dall’ambiente vintage racer di Rocket Garage, e si riferisce alla Presentazione italiana della Norton Commando 961, la moto che sancisce la rinascita di uno storico marchio e riceve un importatore ufficiale anche in Italia, rappresentato dal dealer Motocicli Speciali di Cremona.

Tutte e tre e versioni saranno disponibili sul nostro mercato, con la “Sport” in listino al prezzo di 14.900€, la più raffinata “Cafè Racer” a 16.700 e la top di gamma “Special Edition” a 18.500. Tutti i prezzi sono chiavi in mano, con disponibilità a partire dal prossimo marzo.

Un bicilindrico parallelo costosetto, ma l’esclusività, il design e la componentistica di prim’ordine giustificano un prezzo così elitario per questo tipo di moto, che vanta anche un processo di costruzione praticamente artigianale.

martedì 7 dicembre 2010

Moto Robot


Da bambino ricordo i mitici Trasformers ed in particolare gli Auto Robot.. ora siamo un passo avanti, con questo strano ma interessante Moto Robot, assemblato unendo pezzi di moto demolite... una scultura umanoide inquietante ma con un lato anche umano, se vogliamo... che sembra quasi partorita dalle geniali menti dai famigerati Mutoid santarcangiolesi... e se prendesse vita..? mah...

(da www.repubblica.it)

Il robot nato da 1000 pezzi di moto

Ecco in cosa si possono trasformare mille moto ormai demolite: in uno spettacolare RoboSteel, una scultura umanoide tutta d'acciaio.

Springfield Choppers



Una special che rasenta la follia.. stranamente, credo, prodotta in Germania, terra di gente pazza per i motori e non solo... basti pensare al motore che monta: un Aston Martin da più di 400 cv, inaudito..! Senza contare il fantastico Homer in versione biker aerografato sul serbatoio...

(da www.repubblica.it)

In moto, ma col motore Aston Martin V12

Se la potenza non basta mai, ecco la Springfield Choppers che per 98 mila euro propone addirittura il colossale 12 cilindri a V da 425 cavalli dell'Aston Martin DB9. Una potenza del genere su una moto non si era mai vista: chi avrà mai il coraggio di spalancare il gas della Springfield Choppers?